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Perché l’enduro continua a parlare varesino

A Materia una serata che ha messo insieme moto club, campioni, organizzatori e giovani piloti. Dai sentieri della regolarità alle gare mondiali, il racconto di una passione che nel Varesotto continua a trovare nuove strade

a tutto enduro materia

«Sono arrivato alla partenza già fradicio». Il ricordo della prima gara corsa sotto il diluvio, con i jeans addosso e una moto che sembrava più grande dell’esperienza accumulata fino a quel momento, ha fatto sorridere la sala. Ma è stato anche uno dei momenti che meglio hanno raccontato il senso di “A tutto Enduro”, la serata ospitata da Materia dedicata a una disciplina che in provincia di Varese continua a essere molto più di uno sport.

Sotto l’energica conduzione di Beppe Macchi, per un paio d’ore sul palco si sono alternati protagonisti di generazioni diverse. Chi correva quando l’enduro si chiamava ancora regolarità e chi oggi affronta campionati regionali e italiani. Chi organizza eventi e chi costruisce moto. Chi ha vinto mondiali e chi sogna semplicemente di vincere la prossima gara.

A emergere è stata soprattutto una caratteristica che accomuna molte realtà del territorio, ovvero capacità di resistere nel tempo. Nonostante i cambiamenti, i vincoli burocratici, i costi e le difficoltà organizzative, i moto club continuano a rappresentare il cuore pulsante dell’off road varesino.

Il racconto del Green Pistons è stato uno degli esempi più concreti. Dietro una manifestazione che quest’anno ha raggiunto la ventiseiesima edizione ci sono mesi di lavoro e, spesso, imprevisti da affrontare. Come la tromba d’aria che poche settimane prima della gara ha costretto gli organizzatori a ripensare parte del percorso. «Siamo dovuti ripartire più che da zero», è stato ricordato durante l’incontro. Eppure la manifestazione è andata in scena anche quest’anno, confermandosi uno degli appuntamenti più riconoscibili dell’enduro locale.

Accanto alle gare, la serata ha mostrato anche un altro volto del motociclismo fuoristrada. Quello delle piste recuperate, dei sentieri ripuliti e delle aree riportate a nuova vita. È il caso della rinascita della Scag di Laveno Mombello, tornata a organizzare eventi nazionali, ma anche del percorso affrontato dal Motoclub Schianno, che dopo anni difficili è riuscito a riaprire la propria pista e a riportare gli appassionati sul tracciato.

Più volte nel corso della serata è emerso un concetto semplice: oggi nessun club può pensare di farcela da solo. La collaborazione tra associazioni, volontari, tecnici e istituzioni viene considerata sempre più decisiva per mantenere viva una disciplina che in provincia di Varese continua però a mostrare una vitalità sorprendente.

Lo dimostrano anche i risultati sportivi. Sul palco sono saliti i rappresentanti di CH Racing, la struttura varesina che nel 2026 ha conquistato un nuovo titolo mondiale. Un successo che non è stato raccontato come il traguardo di una singola squadra, ma come il vertice di una piramide sostenuta da decine di realtà del territorio. «Senza la base non ci sarebbe nulla», è stato ricordato durante l’incontro.

Proprio la base è stata forse la protagonista più importante della serata. I bambini e i ragazzi presenti in sala, alcuni già impegnati nei campionati italiani, hanno preso la parola con la naturalezza di chi considera moto, boschi e gare parte della propria quotidianità. A uno di loro è stato chiesto quale fosse il sogno per il futuro. La risposta è arrivata immediata: «Arrivare al mondiale».

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Pubblicato il 06 Ottobre 2026
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