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“Italia, ripensaci”: diciamo no alle armi nucleari

bomba atomica
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16 Giugno 2021

Egregio direttore,
Italia Ripensaci è una campagna nazionale promossa dal Coordinamento Nazionale Rete Pace Disarmo e da Pax Christi e chiede al nostro Paese di ratificare il trattato del 22 gennaio 2021 per la proibizione delle armi nucleari (TPNW). Questo è il tema dell’incontro promosso ieri dalle Acli di Varese con la partecipazione di Francesco Vignarca e di don Renato Sacco.

Il trattato approvato dall’ONU quasi alla unanimità (con 122 voti favorevoli, uno astenuto e uno contrario) è entrato subito in funzione con l’approvazione di 54 Stati. Oggi, quindi, rispetto alle deliberazione dell’ONU anche solo il possesso sul proprio territorio delle armi nucleari è da considerarsi fuori legge. Sono oltre 14.500 testate nucleari esistenti nel mondo, di cui 13.000 sono in possesso di USA e RUSSIA, mentre le rimanenti sono suddivise tra Gran Bretagna, Francia, Cina. India, Pakistan e Israele a cui si deve aggiungere la Corea del Nord.

Ad Aviano e a Ghedi sono stoccate circa 50 testate nucleari di carattere tattico e quindi destinate in caso di utilizzo, allo sterminio di massa di intere città o immensi territori, fuori da ogni logica di difesa. In caso di utilizzo l’Italia diventerà un paese responsabile di un crimine contro l’intera umanità.

Approvare questo trattato non è solo un dovere morale, ma è un impellente impegno per il rispetto della nostra Costituzione che all’art. 11 sancisce che “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionale”.

L’approvazione di questo trattato dovrebbe inoltre sancire l’inutilità dell’acquisto dei 91 aerei F35, l’aereo che servirebbe al trasporto delle bombe, il più costoso al mondo – 150 milioni l’uno – che il nostro Paese si è impegnato ad acquistare nella logica di alimentare il commercio delle armi a livello internazionale. Una spesa assurda in un periodo in cui tutto il mondo è costretto a confrontarsi con la pandemia del COVID 19: da una parte siamo impegnati a portare il vaccino in tutto il mondo per salvaguardare la salute e dall’altra vogliamo spendere soldi per una distruzione di massa. Qualcuno poi potrebbe obiettare: ma intanto le armi atomiche non si usano, servono solo come deterrente contro i nemico. Ma chi è oggi il nemico se a salvare il nostro mondo dalla guerra atomica è stato un generale russo, Stanislav Evgrafovic Petrov, che il 26 settembre 1983, non ha risposto all’allarme rilevato dal suo computer che segnalava la partenza di 5 missili nucleari dalla Stato americano del Montana, considerandolo un errore? Ha avuto il coraggio di pensare con la propria testa e non dalla logica del computer. Ma come a Cernobyl, sull’intera umanità il rischio è quello che una guerra atomica potrebbe anche scoppiare solo per errore umano.

Poi la domanda angosciante è sempre la stessa: Ma cosa possiamo fare noi semplici cittadini di fronte a questi grandi problemi? Possiamo fare molto per convincere il governo italiano ad aderire al trattato dell’ONU per mettere al banco le testate nucleari presenti sul nostro territorio, sollecitando parrocchie, Consigli Comunali, parlamentari della nostra provincia. Un decisione che non comporta né l’uscita dal Patto Atlantico e nemmeno dalla NATO. ITALIA RIPENSACI se vogliamo lasciare alle future generazioni un mondo più umano e più vivibile dove tutti possiamo sentirci Fratelli Tutti.

Emilio Vanoni, Induno Olona

Commenti

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  1. Avatar
    Scritto da Felice

    Prima del pericolo nucleare non si preoccupi che verremo decimati per i cambiamenti climatici che abbiamo innescato grazie alla nostra sconsiderata fame di energia e sovrappopolazione.

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