Le manifestazioni, le violenze, le mistificazioni della piazza pacifica e la stretta repressiva
9 Febbraio 2026
Caro Direttore,
nel luglio 2001 ho partecipato a Genova alla imponente manifestazione contro il G8 e il trionfante neo-liberismo autoritario, così come il 6 settembre del 2025 sono andato nel pomeriggio a Milano alla manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Leoncavallo.
Analogamente sabato 31gennaio, se fossi stato un abitante di Torino o dintorni, sarei certamente stato in piazza contro lo sgombero e la militarizzazione del centro sociale Askatasuna.
Mi preme questa sottolineatura, poiché le dichiarazioni in serie degli esponenti del centro-destra hanno l’esclusivo obiettivo di strumentalizzare le violenze accadute a Torino in coda alla manifestazione, rivelando una miseria politica senza eguali. Infatti, sostenere che le decine di migliaia di persone che hanno manifestato pacificamente sono complici moralmente delle violenze di una esigua minoranza dei manifestanti, è semplicemente farneticante.
Lo spudorato scopo di questa farneticazione è solo quello, tramite tele-Meloni, di condizionare e manipolare mediante una sola immagine il giudizio dell’opinione pubblica. Al contempo, a fronte della reiterazione ad oltranza dei decreti sicurezza, si può comprendere come il centro-destra non abbia la benchè minima cognizione della realtà sociale, delle diseguaglianze crescenti (il 19,2 delle famiglie italiane rientra nelle fasce della povertà assoluta e relativa ) e delle sue degenerazioni anche violente, in quanto veicolando una serie di falsità sulla condizione effettiva del paese, occulta quel declino economico, sociale e culturale che la rivista Limes ha ben messo a fuoco nel volume secondo del 2024.
Se poi consideriamo che gli sgomberi dei centri sociali di Milano e Torino sono avvenuti saltando qualsiasi interlocuzione con i sindaci di queste città, guarda caso di centro-sinistra, è evidente che la scaturigine di quanto è avvenuto a Torino è da rintracciare nelle sciagurate decisioni assunte dal centro-destra, tutte finalizzate a criminalizzare le aree del cosiddetto dissenso sociale.
Infine, chi propaganda che con l’ennesima stretta repressiva si possa determinare una maggiore sicurezza pubblica ,senza ricorrere a misure di prevenzione sul piano educativo e semmai incentivando l’apertura di nuovi spazi di socialità per le nuove generazioni, o si illude o è piuttosto in malafede.
Cordiali saluti
Gian Marco Martignoni



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