» Invia una lettera

I lavatoi pubblici, luoghi di storia e di amore

lavatoio Comerio
1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle
Loading...

18 Agosto 2021

Correvo a piedi da giovane. Ricordo che nei lunghi allenamenti per la maratona uno dei momenti piacevoli, soprattutto d’estate, erano le soste alle fontane. Fermate brevi perchè il tempo sul “Cuvignone”, sulla “Martica”, sulla “3 valli” e il “giro di Orino” andava limato. Ma anche momenti di riflessione quando a colpirti erano un posto desolato o una scritta.

Conoscevo, come i podisti che si rispettino, tutti i lavatoi…e, personalmente, soffermandomi anche solo pochi istanti nella loro penombra, avvertivo un senso di gioia e nostalgia. La gioia per il piacere dell’acqua gelida che avrei assaporato e la ostalgia per quel mondo fatto di canti, di voci e lontane presenze femminili che essi rappresentavano.

Anche mia madre, al mio paese, lavava i panni al lavatoio.

Fra qualche anno, quando l’acqua sarà privatizzata, le fontane e le sorgenti funzioneranno come le lavanderie: a gettone. L’acqua, come i boschi, i prati, le nubi e le montagne, appartiene al creato: per questo deve rimanere un simbolo di libertà.

Un giorno, tanti anni fa, quando correvo, soffermandomi a bere al lavatoio di Comerio notai sul muro una scritta: ” Andrea ti voglio”. Una frase che mi rimase impressa per la grafia infantile in un contesto di ruderi e prati.

Ci sono luoghi che parlano…con il loro silenzio come se volessero esprimere una gioia lontana, una pena segreta: come se volessero raccontarci la storia di anime che non conosceremo mai.

Il luogo dove è situato il lavatorio di Comerio è uno di questi. Per raggiungerlo bisogna svoltare sulla destra della provinciale per Laveno (per un centinaio di metri) fino a raggiungere un piccolo spiazzo.

È un piccolo lavatoio. Sorge come un’ombra nell’ombra in un angolo quieto, dove i rumori della strada giungono attenuati dallo scorrere dell’acqua delle fontane. Se ti avvicini ai vasconi d’acqua limpida, scendendo un paio di gradini, sul muro, a sinistra, trovi scritto: “Andrea ti amo”.

È una scritta bianca sullo sfondo scuro. Nel silenzio di quell’anfratto ai piedi della montagna nasconde la dolcezza di un amore timido.

“Andrea ti voglio bene” c’era scritto tanti anni fa; “Andrea ti amo” è scritto oggi su quel muro.

Sono passati molti anni…troppi per poter accostare le due scritte. Ma, nell’intimo, mi piace immaginae che nelle due frasi ci sia un unico Andrea: un unico amore. Mi piace credere che chi ha fermato uno dei momenti più significativi dell'esistenza in un luogo desolato, lo ha fatto perchè apparisse alla gente come un raggio di sole.

Qualunque sia il suo significato, quale sia il momento che l’ha generata, la scritta “Andrea ti amo” racchiude oggi, in quel piccolo lavatorio, l’amore che torna…o che sopravvive: nel pianto delle fontane.

Fernando De Maria

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.