CasaPound Varese: “L’antifascismo si delegittima benissimo da solo”
Nota del referente cittadino di Casa Pound Varese in risposta all’articolo di Angelo Zappoli, presidente dell’Anpi varesino
Nota del referente cittadino di Casa Pound Varese in risposta all’articolo di Angelo Zappoli, presidente dell’Anpi varesino
Come CasaPound Varese sentiamo l’obbligo morale e politico di rispondere alle dichiarazioni rilasciate in queste ore da Angelo Zappoli, consigliere comunale, ex PRC ora La Sinistra e presidente dell’ANPI (veste nella quale vorrebbe depoliticizzare l’antifascismo). E lo facciamo, pur ribadendo che non vogliamo prendere parte all’insulso spettacolo del dibattito storico-mediatico che si propone ogni anno in occasione del Giorno della Memoria; rivendichiamo piuttosto la scelta precisa di commemorare le vittime, gli esuli e coloro che per decenni vennero considerati fantasmi scomodi, in maniera composta silenziosa e sobria, nel pieno rispetto della tragicità degli eventi.
Poco importa se così facendo rendiamo a questo politico un favore in termini di pubblicità politica alle soglie della campagna elettorale: la ricerca della verità ha anche questi prezzi.
Passando oltre la volontà antilibertaria di imporre il proprio pensiero, non alla sola Italia, ma all’intera Europa, potremmo rispondere alla chiamata in causa lasciandoci andare anche noi alla logorrea e riempire pagine e pagine per contestare quanto detto. Potremmo dimostrare che non esiste ragione alcuna che possa giustificare quanto fatto, potremmo ribadire anche che molti partigiani bianchi vennero uccisi dai titini. Potremmo parlare anche noi di numeri ( a proposito 350.000 furono gli esuli, non le vittime). Ma questo a noi non interessa, è un lavoro che lasciamo agli storici, perché pensiamo che altro ci compete fare piuttosto che perder tempo con le diatribe create ad arte.
Per tutti questi motivi vogliamo citare fedelmente le parole di un partigiano antifascista dirigente del partito comunista jugoslavo, prese da un’intervista rilasciata a Panorama il 21 luglio del ’91: "In realtà gli italiani erano la maggioranza nei centri abitati, anche se non nei villaggi. Bisognava dunque indurli ad andare via con pressioni d’ogni genere. Così ci venne detto e così fu fatto" Milovan Gilas.
In queste parole si legge l’evidenza innegabile di una scelta presa con coscienza da parte dell’antifascismo di colpire indiscriminatamente tutto ciò che poteva essere considerato "altro" o "diverso", fosse esso un Fascista o un Autonomista, un cittadino italiano o un italiano di etnia croata, comunque contrario al progetto comunista. Negarlo è falsità, giustificarlo è codardia.
Oggi come allora si uccide una seconda volta cercando di tacere chiunque dica qualcosa che non piace, magari bollandolo di estremismo. Una situazione dialettica che non accettiamo. Per questo speriamo che Zappoli e gli altri neopartigiani possano avere la serenità umana necessaria per accettare il fatto che l’antifascismo, non è stato, non è e non sarà una religione civile da imporre con i dogmi. Che il tempo sta giocando un ruolo importante, come sempre amico della verità e loro nemico, tanto che anche le persone, stufe del loro sterile vociare, hanno smesso di accettare acriticamente quanto imposto dall’intellighenzia e dalla storiografia dei vincitori.
Un’ultima nota a margine, nel citare la Costituzione è bene ricordare che in nessuno dei 139 articoli è citata la parola antifascismo.
Gabriele Bardelli
CasaPound Varese
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
principe.rosso su NAZA. Quando l’orrore diventa abitudine
lenny54 su Monteviasco, la pazienza è finita: "Otto anni di attesa, ora basta. Vogliamo poter vivere il nostro paese"
Felice su Ritrovare la terra: sotto l’asfalto c’è una risposta al riscaldamento globale. Serve partire
lenny54 su NAZA. Quando l’orrore diventa abitudine
Felice su Carenza dei medici di base, in due distretti su sette il 64% degli "orfani": Azzate e Tradate in difficoltà
battistapoma su Cervo intrappolato a Castano Primo nel Canale Villoresi salvato dai vigili del fuoco










Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.