Ballotta: “Saronno-Seregno avanti a tempi di lumaca”
Legambiente critica i tempi del rinnovamento della linea: "L'intervento era stato finanziato 11 anni fa"
Dario Ballotta, esperto di trasporti di Legambiente, ricostruisce il percorso che ha portato all’apertura dei cantieri per il rinnovo della ferrovia Saronno-Seregno.
Ci sono voluti 11 anni per cominciare i lavori, e non si sa quando finiranno, di potenziamento dei 14,5 Km di linea ferroviaria Saronno Seregno che collega le ferrovie Nord con le FS. Chiusa al servizio passeggeri nel lontano 1958 la linea è rimasta aperta per il trasporto merci e necessitava di interventi minori come l’abolizione di qualche passaggio a livello, l’elettrificazione e il parziale raddoppio. Questa tratta posta sull’asse trasversale della Pedemontana ferroviaria potrebbe collegare Malpensa con Monza ( via Seregno) e Bergamo e Brescia. 129 km che avrebbero già da tempo potuto collegare l’est lombardo con Malpensa in complessivi 110 minuti. Col modico costo di 50 milardi di vecchie lire nel ’99 si poteva realizzare un intervento strategico per Malpensa.
Infatti il peso maggiore del traffico aereo di malpensa si trova ad est di Milano. I passeggeri delle provincie di Beramo e Brescia avrebbero evitato lunghe code automobilistiche sulla A4 e sulla A8,
gli alti tempi di trasferimenti, l’inquinamento e la congestione della rete autostradale con il rischio di perdere l’aereo in caso di incidente.
Voluta dagli industriali di Monza, dagli enti locali, dagli ambientalisti e dalla FIT cisl, che aveva commissionato uno strudio ad una società di consulenza nel quale veniva dimostrato il più che positivo bilancio costi-benefici. Invece la riqualificazione è stata dimenticata dalla regione che ha messo al centro delle sue priorità una lunga lista di nuove autostrade regionali (pedemontana, Brebeni,TEM, Broni Mortara, Cremona Mantova, TIBRE,Val Trompia) dai grandi costi economici e dall’enorme impatto ambientale,
Chissà perché per la regione le nuove linee ferroviarie vengono sempre dopo i mega progetti autostradali, c’è ne sono ben 7 in campo, invece di puntare ad interventi fattibili, utili per l’ambiente, per nulla invasivi e che lancino il segnale di invertire la tendenza che vede Formigoni assecondare la crescita l’abnorme traffico stradale (unica regione europea dove il traffico stradale è pressoché schiacciante) infatti il 92% delle merci viaggia oramai su camion e l’80% dei passeggeri sulla propria vettura.
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