15 luglio 2004: il primo volo dell’Aermacchi M-346
Il velivolo da addestramento, ultimo nato da una lunga tradizione dell'industria varesina, venne sviluppato inizialmente in collaborazione con la russa Yakovlev. Successivamente è passato alla Leonardo
È stato l’ultimo grande progetto “targato” Aermacchi, prima del passaggio alla Leonardo: parliamo dell‘M-346 che si levò in volo per la prima volta il 16 luglio 2004, dopo uno sviluppo del progetto durato una decina d’anni.
Il velivolo è la nuova generazione di aerei Aermacchi con vocazione primaria all’addestramento, dopo l’MB-326 e l’MB-339, usati per formare generazioni di piloti militari ma anche come velivoli acrobatici o da attacco al suolo o persino contro navi. L’aereo è caratterizzato dalla sigla “storica” M che sta per Macchi (MB invece stava per Macchi-BAzzocchi, dal nome dell’ingegnere Ermanno Bazzocchi che curava i progetti precedentoi).
Curiosa la genesi del progetto: nel quadro della crisi della Russia postsovietica, nel 1993 l’Aermacchi firmò un accordo per collaborare con la russa Yakovlev per un nuovo aereo d’addestramento. L’aereo, frutto di quella collaborazione, fu designato Yak-130 ed effettuò il primo volo nel 1996. Nel 1999 – in una nuova fase della Russia, che usciva dal suo decennio più duro dopo la Seconda Guerra Mondiale – i due costruttori interruppero la collaborazione.
Il primo prototipo dell’MB-346 fu infine presentato il 7 giugno 2003 ed effettuò il primo volo il 15 luglio 2004 all’aeroporto di Venegono. Curiosità: la data è la stessa, quarant’anni dopo, del primo volo dell’Sf-260, fortunatissimo progetto di altra azienda aeronautica del Varesotto, la Siai-Marchetti.
Successivsamente l’Mb-346, passato come progetto alla Leonardo, è entrato in servizio con l’Aeronautica Militare Italiana (dal 2010), con le forze aeree di Polonia e Grecia, con le Forze di Difesa d’Israele, e ancora con le componenti aerei delle forze armate di Singapore e Nigeria. Il Turkmenistan ha acquistato sia esemplari da addestramento che la versione da attacco al suolo. Sfumarono invece i contratti con gli Usa e con gli Emirati Arabi Uniti.
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