La specialistica in scienze motorie? Forse, in futuro
Gli studenti della facoltà di Saronno hanno scritto una nuova lettera alle autorità chiedendo di poter continuare la loro formazione all'Insubria
La specialistica dopo il triennio? Si potrà fare, ma a Milano. Per gli studenti della facoltà di Scienze Motorie dell’Università dell’Insubria di Saronno non ci sono molte scelte alternative. Chi vorrà continuare gli studi dopo i primi tre anni frequentati dovrà scegliere un altro ateneo. O almeno per il momento.
Questa soluzione non soddisfa però gli aspiranti dottori che più volte hanno richiesto di attivare un percorso magistrale nella sede saronnese come già è avvenuto, per altre facoltà, a Como e a Varese. Più lettere, firmate "Gli studenti della facoltà di scienze motorie di Saronno", sono state inviate al rettore e ai politici locali e, in occasione della cerimonia per il decennale dell’ateneo, anche al presidente della Regione Roberto Formigoni e ai ministri Roberto Maroni e Mariastella Gelmini.
"Noi non chiediamo nuove strutture, mense, impianti sportivi – scrivono gli studenti – chiediamo solo di poter completare la nostra formazione universitaria, presso la nostra sede di Saronno, con un corso di laurea magistrale di secondo livello già dal prossimo anno accademico o, ove ciò non fosse possibile, con un Master di primo livello che continui poi nel successivo anno in uno dei tre corsi di laurea magistrale previsti per la facoltà di Scienze Motorie dato che, tra l’altro, le altre sedi universitarie lombarde sono a numero chiuso e sature".
Di risposte, aggiungono gli studenti, per il momento non ne sono arrivate. «Non ne sono arrivate perchè questa lettera non è firmata – spiega Giovanni Zatti, presidente del corso di laurea -. Gli unici interlocutori con cui abbiamo dialogato, più volte, sono i rappresentanti degli studenti. A questi ragazzi abbiamo spiegato che per il momento non sarà attivata una laurea specialistica».
Un master invece? «Nemmeno, due anni fa abbiamo ricevuto una lettera firmata da 24 studenti che richiedevano l’organizzazione di un master. L’abbiamo proposto, ci hanno risposto in 6. Il numero minimo è 18 e quindi è "saltato". Chiediamo perciò a questi ragazzi, se vogliono realmente conoscere le intenzioni dell’università, di uscire dall’anonimato o di dialogare con i rappresentati eletti dagli studenti».
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