“Mio figlio cacciato dalla sua squadra di calcio, cerca una nuova società”
21 Ottobre 2025
Sono una mamma che ama lo sport e che guarda volentieri giocare a calcio i suoi figli.
Ho deciso di scrivere a VareseNews per denunciare un fatto gravissimo che è accaduto a mio figlio qualche giorno fa.
Mio figlio ha 16 anni, fa il portiere con i 2009 e ama così tanto l’ambito calcistico da decidere di fare anche l’arbitro, appassionandosi tantissimo al ruolo.
Qualche giorno fa è stato cacciato via, nel vero senso della parola, dal campo da calcio della sua squadra.
Il motivo per il quale è stato mandato via riguarda l’aver rifiutato la richiesta da parte del presidente di andare a fare il secondo portiere con la Juniores lasciando la squadra dei 2009.
Il motivo per cui mio figlio ha rifiutato è che questo cambio di squadra nel suo caso entrerebbe in conflitto con l’arbitraggio, a cui non vuole rinunciare, ma di fronte al suo rifiuto il presidente senza mezzi termini gli ha detto : “Allora fuori da qui!”
Già qualche giorno prima il presidente gli aveva detto: “O vai con la Juniores o stai a casa” ma non poteva credere di essere messo alla porta solo perché non poteva andare a giocare con l’altra squadra. Si presenta quindi lo stesso agli allenamenti perché pensava che la frase fosse dovuta a un momento di rabbia, non voleva sfidare il presidente ma semplicemente tornare sul campo con i suoi amici.
Quando lo vede, il presidente gli va incontro ribadendogli con arroganza: “Allora non ci siamo capiti, non ti alleni!”. A quel punto rassegnato va a salutare i suoi compagni di squadra, entra in campo e saluta i compagni e il mister. Il presidente torna e ribadisce: “Non ci siamo capiti! Devi andartene!” e mio figlio senza ribellarsi come avrebbe potuto fare un qualunque sedicenne, esce dal campo. Dopo qualche minuto viene raggiunto da un suo amico per solidarietà.
Ci tengo a precisare che sono sempre andata d’accordo con il presidente della società e gli sono molto riconoscente per essermi sempre venuto incontro con i pagamenti.
Sono rimasta quindi basita quando la sera stessa rispondendo a una sua telefonata mi sento dire che mio figlio si è comportato male perché ha cercato di portar via dal campo tutta la squadra! Il suo compagno ha potuto subito testimoniare che è uscito dal campo di sua spontanea volontà, non ha cercato di convincere nessuno, ha solo spiegato la situazione ai compagni, non ha mai fatto del male a nessuno, non è mai stato maleducato con nessuno.
Aveva dato disponibilità ad allenarsi sia con la Juniores che con gli allievi, aveva già saltato un sabato di arbitraggio per stare in panchina con la Juniores.
Come si fa ad allontanare un ragazzo dal campo da calcio??? I ragazzi che abbracciano lo sport dovrebbero essere accompagnati, non umiliati e allontanati, lo sport non è questo! Mio figlio non vorrebbe perdere l’anno e fa un appello alle squadre vicino Varese per essere ospitato per gli allenamenti.
Non abbiamo grande disponibilità economica. Qualche società sarebbe interessata ad ospitarlo?
(Pubblichiamo la lettera di questa mamma, ma abbiamo scelto di non mettere il nome della società protagonista dell’episodio né quello del ragazzo per non mettere in difficoltà né una né l’altro)



Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.