Tre imprese su dieci scelgono la Lombardia
Presentata a Brescia la sesta indagine sulle medie industrie curata da Mediobanca e Unioncamere
Il 42 per cento delle medie imprese industriali italiane ha sede nel Nord-Ovest, con la Lombardia che da sola ne concentra il 31,7 per cento del totale. Attive nei settori leader dell’Italian style, corroborati da una buona dose di meccanica-elettronica, siderurgia-metallurgia e chimica-farmaceutica, incidono per circa il 14 per cento sul valore aggiunto dell’industria manifatturiera dell’Italia Nord-Occidentale e hanno superato brillantemente gli anni difficili della congiuntura, grazie soprattutto a un forte incremento dell’export.
Questi alcuni dati contenuti nell’approfondimento specifico dedicato al Nord-Ovest della sesta indagine sulle medie imprese industriali, curata da Mediobanca e Unioncamere e, presentata questa mattina alla Camera di Commercio di Brescia.
Tra il 1996 ed il 2003, le 1.658 medie imprese del Nord-Ovest hanno incrementato il proprio fatturato del 37,6 per cento, grazie a una crescita delle esportazioni (+45,9 per cento) di gran lunga superiore a quella delle vendite all’interno (+33,5 per cento); il valore aggiunto è aumentato del 28,4 per cento.
Lo sviluppo di queste imprese estremamente dinamiche è stato però inferiore a quello di tutte le medie imprese italiane; la variazione del fatturato è stata inferiore di 5 punti, come pure quella del valore aggiunto e degli occupati, e intorno ai 2 punti per i margini di profitto e per il risultato corrente. Lo sviluppo di queste aziende è stato comunque molto superiore a quello delle grandi società industriali della stessa area.
Lo sviluppo più consistente è quello delle imprese liguri, il cui peso nell’aggregato dell’area è però estremamente modesto (2,2 per cento in termini di fatturato): +72,2 per cento l’incremento di fatturato registrato tra il 1996 ed il 2003 da questo piccolo nucleo di medie imprese, con una crescita delle esportazioni addirittura del +142 per cento, del valore aggiunto del 67,6 per cento e dell’occupazione del 15,9 per cento. A seguire si posizionano le medie imprese del Piemonte e della Valle d’Aosta (+40,4 per cento il fatturato nello stesso periodo considerato, +51,1 per cento le esportazioni, +26,9 per cento il valore aggiunto e +13,7 per cento i dipendenti).
Le medie imprese lombarde, invece, hanno messo a segno una crescita del fatturato del 36,1 per cento, delle esportazioni del 43,2 per cento, del valore aggiunto del 28,1 per cento e dei dipendenti del 13,3 per cento.
L’attività prevalente delle medie imprese è quella dei settori tipici del made in Italy, sebbene la quota di fatturato di queste società sia inferiore alla media nazionale: 54 per cento contro il 60 per cento (per l’export 58 per cento contro 66 per cento). Rispetto alla media nazionale, si segnala una maggiore incidenza del fatturato e delle esportazioni nel settore meccanico-elettronico e, nell’ambito degli “altri settori”, del siderurgico-metallurgico e del chimico-farmaceutico.
La presenza delle medie imprese del Nord-Ovest nei settori ad alta tecnologia è modesta; le attività più avanzate riguardano principalmente le produzioni farmaceutiche (28 società), elettroniche (17), quelle degli strumenti e apparecchi di misurazione e controllo dei processi industriali (11), le apparecchiature medicali e chirurgiche (7) e le apparecchiature radiotelevisive e di telecomunicazione (4).
Davvero modesta la presenza in Borsa, sebbene 13 delle 18 società quotate a fine 2003 avessero sede nel Nord-Ovest.
Sotto il profilo strutturale, da segnalare l’elevata solidità finanziaria anche delle medie imprese del Nord-Ovest, come di tutte le medie imprese industriali: sulla base del modello di scoring R&S-Unioncamere, nel 2003 la quota di aziende ricadenti nelle classi di valutazione migliori nell’ottica di Basilea 2 era, nella parte nord-occidentale del Paese, pari al 58,4 per cento (60,7 per cento a livello nazionale, 67,3 per cento nel Nord-Est). Le classi con la valutazione peggiore, che includono le società aventi le situazioni maggiormente problematiche, riguardavano nel Nord-Ovest il 4,2 per cento (3,9 per cento del totale a livello nazionale, 2,7 per cento nel Nord-Est).
La solidità di queste imprese è anche confermata dal tasso di fallimento, pari allo 0,6 per cento medio annuo nel periodo 1998-2003 a fronte di una media nazionale delle società di capitale pari all’1,3 per cento (media 2000-2003).
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