Per volare non bastano le ali (Alviti e Nkamhoua). Renfro rovina sé e il piano tattico
Il pivot sta in campo appena 10' per i falli e costringe la OJM ad allontanarsi dall'area, perdendo a rimbalzo e puntando tutto sulle triple. Freeman e Librizzi disastrosi. Stewart "mucca di Bosnia" (ma va assolto)
STEWART 6,5 – Come la mucca di Bosnia citata da Nikolic: tanto buon latte e poi il calcio al secchio. Ma se Varese arriva lì lì per espugnare la Venezia Giulia è anche perché Carlos tiene in piedi quasi da solo il reparto guardie in cui Iroegbu non brilla, Moore nemmeno Librizzi e Freeman affondano. 18 punti, la solita intensità in difesa, qualche scelta non geniale. E quel salto da pollo su Ramsey, che è un califfo e magari avrebbe segnato comunque.
ALVITI 7,5 – Forse è quello che ci crede più di tutti, fino in fondo. Tanto da imbucare un canestro rapido quando qualcuno ha già messo la parola “fine” e poi da infilare una tripla pazzesca, un tiro Sakotiano. E non c’è solo quello: 19 punti, 5 rimbalzi, il 60% da 3. Tutto ciò che serviva per tagliare il traguardo a braccia alzate.
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MOORE 6 – Primo quarto da 10 punti, poi più niente in fase d’attacco. Rispetto ad alcuni compagni di reparto, per lo meno, non fa grossi danni ma senza Taze a dare qualcosa in attacco Varese diventa troppo prevedibile e monocorde. Risente anche lui della scomparsa di Renfro, con cui l’intesa è ottima. Mancano i suoi guizzi.
ASSUI 5 – Non ci si salva sempre e solo con la difesa. Quella c’è sempre, anche se stavolta non è ai livelli visti con Tortona o altre volte, però Elisee stavolta paga la totale inconsistenza offensiva. Anche a Trieste si accontenta di provarci da fuori, sempre fuori bersaglio, senza mai tentare di aprirsi la strada verso il canestro. Poco, troppo poco.
NKAMHOUA 7,5 (IL MIGLIORE) – La sua flessione nel cuore dell’ultimo periodo è fatale, perché lì Varese perde un paio di giri che la allontanano dalla vittoria. Ma è la prova che Olli è umano, perché per il resto del match ha vissuto momenti da extraterrestre: 23 punti, giocate sopraffine, triple contro tempo e contro logica, concretezza a rimbalzo (8), visione per i compagni (4 assist). Ok, poi quel paio di canestri lasciati lì che pesano, ma che sono più sulla coscienza di Renfro che non sulla sua.
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IROEGBU 5,5 – Lo braccano, lo puntano e lui bisogna dire che non ha paura di combattere. Elmetto e mimetica, tanta fatica ma anche spunti buoni: si arrampica fino alla doppia cifra ma ha sul conto un paio di errori gravi, pure un po’ di scalogna e qualche scelta rivedibile come quel tiro da 3 da fermo dopo timeout. Stavolta perde il duello con Ross, al netto degli errori finali di Colbey.
LIBRIZZI 4,5 – Zero punti e 5 falli in 22′ di gioco perché Kastritis prova a dargli tanta (troppa) fiducia per avere ricavi almeno in fase difensiva. E non si salva neppure con gli altri numeri, anzi: zero assist e tre perse. Insomma, non troviamo mezzo spunto da salvare.
RENFRO 4,5 (IL PEGGIORE) – Non il peggiore nelle cifre – rileggere Librizzi – ma la sua prova è fatale nell’economia della serata biancorossa; non è nemmeno la prima volta che Nate rovina se stesso e il piano tattico per colpa dei falli. Protesta sul quarto e sul quinto ma, benedetto ragazzo, se mulini le braccia cercando la stoppata o rimonti in corsa da dietro non è che tiri l’arbitro dalla tua parte. Senza il pivot titolare (appena 10′ in campo) Varese perde pericolosità in area, è costretta ad aumentare le soluzioni da lontano, non ha un terminale sotto canestro, patisce a rimbalzo e lascia spazi in difesa. E “consuma” il povero Nkamhoua costretto oltre gli straordinari, praticamente allo sfruttamento.
LADURNER 6 – La toppa stavolta è meglio del buco lasciato da Renfro: Max dà un po’ di grinta e di solidità a centro area quando Sissoko diventa un problema troppo grosso. Reattivo, utile, ma con chilometraggio limitato.
FREEMAN 4,5 – Riavvolge il nastro e va indietro di tre mesi, con i suoi detrattori che tornano a chiedersi il perché sia rimasto lì. A fronte di un’unica tripla colleziona una serie di errori da bocciatura immediata, soprattutto in quel momento in cui Varese vede sfumare il vantaggio in doppia cifra nel terzo periodo. A parte quel canestro, ricordate qualcosa di buono? Noi, onestamente, no.
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