Comunque vada è stato un disastro
Alle 23, dopo otto ore dalla chiusura dei seggi, mancavano da scrutinare ancora settemila sezioni al Senato e ventitremila alla Camera.
Una vergogna per un paese civile.
A questo va aggiunto lo scandalo dei sondaggi, degli exit poll, delle proiezioni. Una girandola di dati assurdi che hanno fatto brindare, gioire, preoccupare una coalizione e poi esattamente all’inverso far provare le stesse emozioni agli altri.
Il Paese è spaccato a metà e le sue sorti rischiano di essere nelle mani di poche migliaia di persone, alla faccia della governabilità tanto sbandierata.
Non c’è da brindare per nessuno.
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