Da Trebisonda a Mosul: Bernardo Notarangelo racconta il suo “Viaggiatore sovrappeso” tra ironia e memoria
Presentato a Materia il nuovo libro di Bernardo Notarangelo, secondo capitolo del suo viaggio sulle orme di Marco Polo: un racconto tra ironia, calcio e le ferite della storia tra Turchia e Iraq
Un viaggio che si intreccia con la memoria, gli stereotipi culturali e i drammi della storia recente. È stato presentato a Materia Spazio Libero, il nuovo libro di Bernardo Notarangelo, “Un viaggiatore sovrappeso in Anatolia e Iraq – Sulle orme di Marco Polo”, secondo capitolo del percorso narrativo iniziato con il fortunato volume dedicato all’Iran.
L’incontro, moderato dal giornalista di VareseNews Roberto Morandi, ha ripercorso le tappe di un itinerario partito da Trebisonda, sul Mar Nero, e interrotto a Mosul, nell’Iraq post-Isis, sotto l’eco dei recenti conflitti mediorientali.
Come indicato nel titolo, l’opera mantiene un registro brillante e spigliato, colmo di aneddoti sulle relazioni umane incontrate lungo la strada. Tra questi, il ricorrente e quasi surreale confronto con le popolazioni locali sul tema del calcio italiano: dalle accese conversazioni con i tifosi del Trabzonspor in Turchia fino ai quesiti degli agenti ai posti di blocco a Karbala, in Iraq, increduli davanti all’ipotesi della demolizione dello stadio di San Siro a Milano.

Tra geopolitica, memoria e riflessione
Accanto al tono leggero, il libro sviluppa un’intensa riflessione sulle fratture storiche del Medio Oriente. Notarangelo ha dedicato l’opera alla memoria di Andy Rocchelli, il fotoreporter pavese ucciso nel Donbass nel 2014, richiamando l’importanza del lavoro d’inchiesta sul campo per dare voce alle comunità locali.
Il percorso tocca i luoghi della complessa geografia etnica e religiosa della regione: dai territori legati al genocidio dei greci del Ponto e degli armeni nell’Anatolia orientale, fino alle comunità curde e alle storiche minoranze cristiane della piana di Ninive. La testimonianza visiva della devastazione della città vecchia di Mosul rappresenta la chiusura del volume, con un’analisi sul valore della memoria e sui rischi dell’oblio nelle dinamiche dei conflitti internazionali.
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