Successone per Florence Fourcade
Un folto pubblico ha seguito la violinista esibitasi sabato sera a Sacconago per l'apertura di Eventi in Jazz 2005
I musicisti si sono esibiti in un concerto davvero coinvolgente: in platea il sindaco Luigi Rosa, che ha affermato che la manifestazione offre un importante contributo al miglioramento della qualità della vita dei cittadini, che non sono più costretti ad uscire da Busto per trovare proposte culturali di qualità: “mi piace che la manifestazione porti il jazz in tutti i quartieri” ha aggiunto, sottolineando la calorosa partecipazione del pubblico accorso a Sacconago (quasi 400 persone).
Sul palco per salutare gli artisti, Rosa ha voluto con sé l’Assessore alla Promozione del Territorio, Luciana Ruffinelli, e Achille Castelli, presidente dell’Art Blakey Jazz Club, “senza i quali questa iniziativa non si sarebbe potuta realizzare”.
Rosa ha espresso soddisfazione anche per il tutto esaurito che va profilandosi per il resto della settimana (si segnala che per la serata di mercoledì con Horacio “El Negro” Hernandez sono già stati venduti tutti i biglietti disponibili) e ha evidenziato che a Busto arriveranno dei grandissimi nomi, invitati per offrire agli appassionati il meglio. Alcuni musicisti, tra l’altro, hanno chiesto espressamente di partecipare, segno che il festival sta diventando una tappa importante del calendario jazzistico. E infine, ha fatto notare il primo cittadino, il tutto è stato organizzato senza spendere cifre esagerate.
Raggiunta nei camerini dopo il concerto, l’artista francese, felice per l’abbraccio del pubblico bustocco, ha spiegato che è vero che esiste una differenza tra la musica suonata da un uomo e quella suonata da una donna, perché le musiciste sono più romantiche e sensibili. E’ altrettanto vero, però, che di donne nel mondo del jazz ce ne sono poche, tanto più nel ruolo di leader. “E’ difficile sia per un uomo che per una donna condurre una band: io ho trovato un giusto equilibrio, perché i miei compagni sono più bravi di me negli arrangiamenti, io invece preferisco comporre”. La violinista ha raccontato anche dei suoi studi al conservatorio di Nimes (12 anni di violino e pianoforte) e del rapporto fisico che si instaura con gli strumenti. “Mi piace il jazz italiano perchè è più melodico. Vengo sempre volentieri a suonare in Italia, ho partecipato ad altri festival, come a quello di Torino. Tornerò all’inizio dell’anno prossimo”, ha concluso prima di partecipare, insieme ai suoi musicisti, al jazz party organizzato nel foyer del teatro e molto apprezzato dal pubblico.
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