Bocconi: la Collezione Panza debutta in università
Presso l’ateneo milanese un inedito colloquio con l’arte contemporanea
Incontro: è questa la parola chiave di Bocconi d’arte, la nuova iniziativa che vede la Bocconi collaborare con la Collezione Panza. Un incontro tra arte contemporanea ed economia, mondo universitario e mondo dell’arte. Due linguaggi diversi utilizzati per rappresentare e interpretare la realtà e il presente che ci circonda. Due linguaggi che invitano alla riflessione e al dibattito. Ecco allora che da luogo di passaggio l’atrio della Bocconi, arricchito dalle opere di arte contemporanea della Collezione Panza dal 16 marzo al 31 dicembre 2005 (dalle 8.00 alle 20.30), si trasforma in un luogo in cui incontrarsi e discutere, in cui imparare a guardare al presente, ma ancor di più al futuro, con occhi diversi. “La collaborazione tra l’ateneo e il conte Giuseppe Panza di Biumo, partita con l’esposizione delle opere di Ford Beckman, Lawrence Carroll, Alfonso Fratteggiani Bianchi e David Simpson, è prima di tutto pensata per gli studenti, per la loro formazione e crescita culturale e intellettuale”, spiega Severino Salvemini, direttore del Cleacc, corso di laurea in economia per le arti, la cultura e la comunicazione della Bocconi.
Il progetto che lega la Bocconi alla Collezione Panza potrebbe svilupparsi con nuove iniziative e l’allestimento di mostre temporanee.
“Il fatto che si tratti di un luogo dove si impara l’arte degli affari non deve trarre in inganno o stupire”, commenta Angela Vettese, docente di arte con! temporanea alla Bocconi e curatrice scientifica di Villa Panza a Varese. “È esattamente questo il posto giusto per una pausa e un’accoglienza che sia offerta dall’arte contemporanea. L’uomo che passa la propria vita in attività produttive, e a maggior ragione il ragazzo che si prepara a contare o a fare denaro, devono potere riflettere sui valori ultimi che li guidano: non gli affari in se stessi, ma come espressione di una propria intensità spirituale che si ripiega, senza moralismo ma anche senza cinismo, nelle attività materiali. Questo avevano in mente i grandi mecenati del passato e probabilmente è per questo che, nelle case dei più grandi protagonisti dell’economia mondiale, troviamo raccolte d’arte sovente inaspettate e coraggiose”.
In mostra le opere di Ford Beckman, Lawrence Carroll, Alfonso Fratteggiani Bianchi e David Simpson.
http://www.unibocconi.it/
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