Emorragia digestiva, costretti a curarsi all’ospedale di Busto Arsizio
Il comitato per l’autonomia dell’ospedale fa notare che se un malato dovesse arrivare in ospedale dopo le 18, sarebbe costretto ad andarsi a curare in un altro ospedale
Arrivare in ospedale con un emorragia digestiva in corso, potrebbe non trovare una soluzione facile. È quanto afferma il Comitato per l’autonomia dell’ospedale cittadino in un comunicato del titolo “…se ti capitasse di aver bisogno dell’ospedale di Saronno”. Proseguono così le attenzioni del comitato verso le incongruenze gestionali della struttura. “Con questo vogliamo iniziare un dialogo che ci permetta di evidenziare, di volta in volta, le inefficienze esistenti sulla gestione del Nostro Ospedale" spiegano Angelo Arnaboldi e Luigi Annoni, rappresentanti del comitato.
“Giungere in ospedale dopo le ore 18, con una emorragia digestiva in atto – proseguono i rappresentanti del comitato – è un evento che fino a qualche tempo fa veniva affrontato, con la perizia di sempre, dai nostri endoscopisti, che pur non avendo una reperibilità pagata per questo servizio, erano sempre disponibili a qualsiasi ora”.
Recentemente però, secondo i membri del comitato, la gestione è nettamente cambiata. “Attualmente se si è fortunati perché è presente in quel momento un endoscopista, si può avere un immediato soccorso, sia diagnostico che terapeutico, altrimenti devi essere inviato in quel di Busto Arsizio, ove esiste un medico reperibile per tutti e tre i presidi. Chi legge può anche non essere esperto in emergenza medica e chirurgica, ma non può non cogliere la drammaticità della situazione”.
Secondo il comitato questa situazione è dovuta soprattutto a quella riorganizzazione dei tre presidi dell’Azienda Ospedaliera in atto negli ultimi due anni. “L’Azienda, a fronte di una martellante pubblicità per mettersi in mostra, rimane sorda verso un servizio sinora svolto con professionalità; soprattutto non ha capito o non vuol capire che con la salute non si scherza, perché prima o poi potrebbe succedere anche a noi di non arrivare in tempo”.
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