Ex vetreria: la proposta dell’Aba arriva in comune
Sesto Calende - La società di Monza ha avanzato il suo progetto per la trasformazione dell'ex Avir. Nel piano ci sono residenze e uffici, un albergo e 5000 metriquadrati di superfici commerciali
Dopo lunghe trattative fra comune e proprietà è arrivato il progetto. La proposta per la trasformazione dell’ex vetreria è stata sottoposta nelle settimane scorse al comune di Sesto Calende. Il progetto della società che fa capo al Gruppo Barassi di Monza, la Aba che ha acquistato la proprietà nel 1999, prevede oltre a residenza e uffici, pubblici e privati, la realizzazione di un albergo di circa 80/100 camere e di superfici commerciali complessive per circa 5000 metri quadrati. Una cifra questa attesa dai commercienti di Sesto Calende che in più occasioni pubbliche hanno manifestato le loro preoccupazioni sul futuro insediamento commerciale. Avranno il modo e i tempi per dire la loro sul progetto.
Vista l’importanza storica dell’area e la portata dell’intervento, (uno dei più imponenti degli ultimi anni per la cittadina), il sindaco Roberto Caielli ne ha in questi giorni dato comunicazione con una lettera a tutti coloro che risiedono e lavorano nelle vicinanze dell’area, istituti scolastici compresi, e a chi per la propria attività professionale ed economica guarda con particolare interesse a questa operazione. Passerà del tempo prima che si arrivi all’approvazione definitiva del progetto, spiega il Sindaco nella lettera dove invita tutti gli interessati ad esprimere le loro eventuali critiche e a partecipare ai futuri momenti di approfondimento che saranno organizzati.
Viabilità e spazi con destinazioni pubbliche. Queste sono le richieste del Comune per la collettività. Il capitale privato dell’Aba potrebbe infatti intervenire sul problema del traffico con sottopassi, percorsi per i pedoni, accessibilità ai parcheggi, aree verdi e di gioco. Ma non solo, nelle richieste che il Comune ha trattato in questi anni ci sono la restaurazione del vecchio forno della vetreria, un piano dell’edificio pari a mille metri quadrati da cedere al comune per destinazioni pubbliche. Il tutto sarà definito nell’esame del progetto e dovrà essere inserito nella convenzione che regolerà gli impegni e le garanzie fra comune e proprietà. Per la seconda volta quindi, dopo l’esperimento di urbanistica partecipata che l’Amministrazione sestese portò avanti nel 1999 sempre sulla medesima area, si apre lo spazio alle osservazioni e alle critiche, per arrivare poi alle discussioni in consiglio comunale e all’approvazione definitiva del progetto.
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