Letti per “subacuti”: è solo un equivoco
10 Febbraio 2015
È un discorso per addetti ai lavori, ma, tra termini tecnici e ipotesi di politica sanitaria, il delegato della RSU Cgil in ospedale Angelo Ferrarello spiega il grande equivoco dei subacuti
L’impiego dei servizi per le cure subacute è indirizzato principalmente a:
a) persone prevalentemente anziane, dimissibili dall’ospedale ma non in condizioni di poter esser adeguatamente assistite al proprio domicilio per la complessità del quadro clinico.
b) persone prevalentemente anziane e/o croniche caratterizzate da una tendenza alla instabilità clinica che sono segnalate dal medico di base in quanto le possibilità di assistenza domiciliare non offrono garanzie sufficienti alla situazione clinica della persona…..
Prima domanda rivolta all’Asl e ai medici di base perché l’opzione "b" non e’ praticamente
operativa? Avrebbe certamente inciso preventivamente a limitare il ricorso all’ospedalizzazione magari e in particolare passando dall’imbuto rappresentato dal pronto soccorso, sono predisposizioni risalenti al maggio 2012….quasi tre anni fa
Bisogna arrivare agli estremi per intervenire? quanti convegni e riunioni di staff sono state fatte per affrontare le emergenze ,come quelle di queste settimane senza procedere poi in modo operativo e complessivo?
Criteri di stabilizzazione clinica per il trasferimento in strutture di cure sub-acute
( quando un paziente può accedere ai letti subacuti)
. non necessita di monitoraggio continuo cardio-respiratorio per avvenuto superamento d’instabilità in assenza di farmaci in infusione continua
. non crisi iper-ipotensive
. non aritmie "minacciose" o che inducano a instabilità emodinamiche
. respiro autonomo da almeno 48 ore (anche se con ossigenoterapia) con saturazione superiore al 95%,PO2 sup a 60mmhg,CO2 non superiore a 45. Per pazienti con BPCO possono essere accettati solo valori di saturazione sopra il 90%
. non insufficienza acuta di organo
.assenza di stato settico
.superamento del bisogno di alimentazione parenterale previsto in 7 o 10 gg criteri di esclusione
.decadimento cognitivo
. pazienti oncologici terminali
.pazienti psichiatrici non controllati dalla terapia
MORALE
individuare pazienti che rientrano con queste caratteristiche diventa un gioco senza riuscita.
Spesso i pazienti ricoverati realmente non corrispondono a criteri di stabilità clinica. Il costo per il SSN varia da 150 a 190 euro al giorno poco in relazione al carico assistenziale di pazienti quasi sempre allettati con patologie pregresse invalidanti
Questo determina in tanti casi il limitare il ricovero a mere esigenze alberghiere, l’impossibilità a una vera attività riabilitativa e a indagini diagnostiche complesse.
DOMANDA
considerato che la mission sanitaria del privato deve coniugarsi all’esigenza implicita di realizzare guadagno come fanno tali strutture a rendere "economico" un ricovero in regime di sub-acuto, se per esempio si attiva (nel pubblico si fa ) un materassino antidecubito che costa un terzo del drg? o l’alimentazione parenterale con quello che comporta per le professionalità coinvolte o semplicemente per il costo vivo degli alimenti e degli ausili? Ci sarebbero altre considerazioni ma limitiamoci a queste.
Estendere e ampliare i ricoveri in sub- acuti con le caratteristiche di accesso vigenti non risolve nessun problema, ne al paziente e neanche alleggerisce la pressione al ps .
Non si può vendere fumo, ma serve ridefinire le predisposizioni iniziali per rendere questa opportunità di cura efficace e anche "appetibile" ai medici di base. La riforma sanitaria regionale va incontro alle esigente del territorio, non è ancora stata approvata e sarà necessario un lavoro notevole per inquadrare tutta la materia relativa alla media e bassa intensità di cura.
Mi sono limitato a un problema ma ce n’è abbastanza . Personalmente non mi associo alla denigrazione degli interventi svolti a risolvere il problema del caos del PS di Varese ,sono insufficienti ma lo sanno tutti.
IL PERSONALE DEL PS SI SENTE COME IN UNA PENTOLA A PRESSIONE, NOI LO ABBIAMO TUTELATO E DIFESO MA LA SOLUZIONE STA FUORI DAL REPARTO DEL PS.
Le cause generali sono stati i tagli lineari che i governi di centrodestra e di centrosinista hanno realizzato nella sanità.
Qualcuno dice ripristiniamo i 200 posti letto tolti a Varese, aggiungiamo quelli del Verbano e i 60 eliminati con logica vessatoria a Cuasso, riabilitazione specialistica e percorso ambulatoriale che non "perde il paziente" alle sue disavventure personali.
ANGELO FERRARELLO ,DELEGATO RSU CGIL AO MACCHI,OSPEDALE DI CUASSO AL MONTE



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