MaGa libero dai sequestri: “Ora subito la bonifica”
Anche il tetto del museo di arte Moderna è ora libero dai vincoli delle indagini. Buonanno: “Ora bisogna procedere al più presto alla bonifica: per non deteriorare i mobili all'interno, e rendere agibile la parte 'sana' del museo"
Ora anche il tetto del Maga è stato liberato dal sequestro, e si può cominciare a ricostruire.
E’ di poche ore fa della notizia della rimozione degli ultimi sigilli al museo di arte moderna di Gallarate, distrutto parzialmente da un rogo avvenuto quasi due mesi fa: l’ultimo impedimento ai lavori di ricostruzione è stato, perciò rimosso.
Cosa avverrà ora? «Speriamo, innanzitutto, che si possa fare al più presto la bonifica: questo è il primo passo da effettuare per poter rientrare fisicamente nel museo. A farlo, materialmente, sarà una società specializzata: ma ci vuole chi dia l’ordine».
A parlare è Giacomo Buonanno, presidente del MaGa, che ricorda come: «Formalmente responsabile dell’operazione è il Comune di Gallarate, in quanto proprietario dell’edificio. Quindi dobbiamo attendere che proceda l’istituzione, anche solo nel dare mandato a noi di procedere. Noi siamo in attesa, e disponibili anche a quest’ultima ipotesi. La cosa migliore però è che a pensarci fossero direttamente le assicurazioni coinvolte, in modo che loro stesse poi procedano a pagare le aziende che effettueranno la bonifica, per ridurre al minimo l’esposizione finanziaria delle realtà coinvolte dall’incendio».
La bonifica è di importanza primaria non solo per i mobili ora all’interno, praticamente in balia delle intemperie e perciò a rischio deperimento, ma anche per i lavori successivi e per avere la possibilità di sfruttare gli spazi coinvolti nell’incendio: «Una buona metà del MaGa non è stata danneggiata dall’incidente, ma senza la bonifica non si può entrare nemmeno in quei locali. Una volta fatto il primo passo il maga può ricominciare a vivere e in questo modo si possono usare tempi più tranquilli per riparare il tetto».
Nel frattempo però Comune e MaGa stanno lavorando per portare la permanente in tour e dare, anche nei momenti di stop del museo, visibilità al contenuto artistico della collezione: si parla di primi contatti con la villa reale di Monza, ma conferme, particolari e altre eventuali destinazioni saranno comunicate più avanti.
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