Da cassintegrato a centauro EstAsiato, il viaggio di Giancarlo
Il 30enne partirà da Busto con la sua Honda Africa Twin e attraverserà 7 Paesi prima di raggiungere Pechino, meta del suo viaggio che lo porterà lontano dall'Italia e dalla crisi economica: "Ho trasformato un problema in un'opportunità"
Usare un periodo come quello della cassa integrazione per fare un lungo viaggio, in solitaria e in sella ad una moto che ha 21 anni. E’ l’idea di Giancarlo Cardia, 30enne di Busto Arsizio, che partirà il prossimo 3 marzo per raggiungere Pechino. La sua idea è stata "stesa" ieri sera, domenica, al bar Camaleonte di Busto nell’ambito dell’iniziativa "Stendi le tue idee" che da qualche mese caratterizza questo locale che si affaccia su piazzale Crespi. Giancarlo ha salutato amici e parenti con un piccolo party per raccogliere fondi finalizzati a portare a termine un viaggio che durerà 4 mesi e attraverserà 7 grandi paesi dall’Europa all’estremo oriente: Italia, Grecia, Turchia, Iran, India, Pakistan e Cina. Punto di partenza è Busto Arsizio, quello d’arrivo è Beijing, la grande capitale cinese.
Il 31enne e la sua Honda Africa Twin, rimessa a lucido per l’occasione, copriranno una distanza di 19 mila km e serviranno oltre 1000 litri di benzina: «Per questo viaggio ho un budget limitato, dopo tutto sono un cassintegrato – ci dice sorridendo, per niente triste – ho solo voluto trasformare qualcosa di negativo nella mia vita in qualcosa di positivo». Ma la passione del viaggio avventuroso viene da esperienze pregresse: «Amo viaggiare zaino in spalla – racconta – così dopo un’esperienza di 45 giorni in Senegal e un’altra in Tahilandia, ho deciso di fare questo grande viaggio». Un viaggio lungo 4 mesi su un percorso che ricalca la mitica "via della seta" che oggi è lastricata di problemi politici e religiosi. Per un turista solo con se stesso potrebbero crearsi degli inconvenienti: «Per passare tra Pakistan e India ho dovuto modificare il percorso – spiega – mentre non so ancora se riuscirò ad entrare in Cina dove i turisti come me non sono ben visti».
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