Galli e Giorgetti raccontano “Cosa l’Europa fa per me”
Saranno il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio e il vice Ministro dello Sviluppo Economico ad alzare domenica 7 il sipario della rassegna ideata da Cristina Bellon
Saranno Giancarlo Giorgetti, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, e Dario Galli, vice Ministro dello Sviluppo Economico domenica 7 aprile, alle 11, presso l’Aula Magna dell’Università Insubria in via Ravasi 2, ad alzare il sipario della rassegna “Che cosa l’Europa fa per me?”, il ciclo di incontri ideato e diretto da Cristina Bellon, organizzato da CSA Client & Project Supervisors Association con il patrocinio dell’Università degli Studi Insubria di Varese, della Provincia di Varese, del Comune di Varese, della Camera di Commercio di Varese, della Fondazione Giacomo Ascoli.
Si tratta di un progetto di cooperazione per informare i cittadini su che cosa significa essere europei: «Il motto di questa rassegna è: conoscere per scegliere» spiega Cristina Bellon, preoccupata della disinformazione dilagante degli italiani.
“L’Italia e l’Europa” è il titolo dell’evento che si aprirà con i saluti del Rettore dell’Università Insubria, Angelo Tagliabue, e del Sindaco Davide Galimberti. A introdurre l’argomento sarà Giancarlo Giorgetti, seguito da Dario Galli.
«Contrariamente a quanto la maggior parte dei media ha rappresentato negli ultimi anni – dichiara il Vice Ministro Dario Galli – La Lega è sempre stata tra i movimenti più favorevoli all’Europa. Certo non l’Europa che si è cristallizzata negli anni diventando un meccanismo burocratico, dedicato soprattutto alla regolamentazione delle attività commerciali in una visione esclusivamente mercatista che ha totalmente dimenticato le ragioni politiche della sua costituzione. La nostra visione resta quella di un’Europa dei popoli che difenda e valorizzi la tradizione, la storia, i valori di ognuno di essi. Non in un atteggiamento di chiusura verso il mondo esterno ma di difesa del più grande concentrato di storia, cultura, capacità tecnologica del mondo. Mi auguro che il prossimo passaggio di elezioni europee possa iniziare un percorso virtuoso in tale direzione».
Spetterà poi ad Attilio Geroni, Caporedattore Esteri de “Il Sole 24 Ore”, chiudere l’evento: lui darà una visione d’insieme su un’Europa del futuro che tutti vorremmo, partendo dalla convinzione che «Non è colpa dell’Europa se l’Italia non cresce o cresce meno delle altre grandi economie dell’Eurozona. E tantomeno è colpa dell’euro».
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