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Andiamo a votare: è un dovere

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14 Marzo 2010

Egregio direttore,
Ancora una volta siamo di fronte all’ennesimo attacco alla Costituzione, al rispetto delle regole e della vigente legge elettorale da parte di questo Governo e di questa maggioranza.
Con la firma del decreto legge da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, finalizzato a una rapida e certa definizione delle modalità di svolgimento della consultazione elettorale, è stato messo in discussione ciò di più prezioso per una democrazia, ovvero la legalità, l’unico strumento in grado di garantire i diritti di tutti.

E’ giunta l’ora di fare sentire la nostra voce, la voce degli italiani onesti e di chi vuole esercitare il proprio diritto di scelta attraverso il proprio voto.
Non votare significa delegare ad altri le decisioni sul destino comune, come la storia insegna, e non permetteremo l’arrivo di una nuova dittatura; proprio per questo intendiamo lanciare un appello a chi in varie occasioni ha scelto l’astensionismo alle urne e a tutti gli italiani che hanno annullato le schede alle scorse elezioni politiche. Non lasciamo che siano gli altri a decidere il nostro futuro, l’astensione al voto è una resa di fronte alla dittatura che certi e noti personaggi della scena politica italiana vorrebbero restaurare.
Ricordiamo che per conquistare quella forma di democrazia dove i diritti sono sanciti da una Costituzione repubblicana è solo grazie ai valori della Resistenza e a chi, partigiani, martiri e antifascisti, hanno deciso di sacrificare la loro vita per la libertà. Ricordiamolo affinchè più non si ripetano gli errori del passato, perché il diritto di voto previsto anche dalla nostra Costituzione lo abbiamo conquistato grazie a questi uomini e se non vogliamo che il loro sacrificio sia stato vano dobbiamo esercitare questo diritto.

I cittadini non possono essere sempre mantenuti ignoranti, disinformati e socialmente frammentati, proprio ciò che la casta vorrebbe per preservare la propria poltrona, ma non votare, in questo momento, significherebbe comunicare a maggioranza e opposizione che a noi non importa niente di quello che succede nel Paese.
Come menzionava Giuseppe Dossetti Partigiano, Costituente e Presbitero: “Quando i pubblici poteri violino le libertà fondamentali ed i diritti garantiti dalla Costituzione, la Resistenza all’oppressione è diritto e dovere del cittadino”.

gerardo imbriano

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