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Caro sindaco Galimberti, cambiamo nome a via Reginaldo Giuliani

reginaldo giuliani | foto Wikipedia
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12 Dicembre 2023

Gentile direttore,
chiedo gentilmente di rendere pubblica questa lettera aperta al sindaco di Varese.

Caro sindaco Galimberti,
la sede cittadina del suo partito, il PD, è sita all’angolo con Via padre Reginaldo Giuliani.
Giusto, dirà lei: quindi?
Quindi, chi era padre Reginaldo Giuliani?

Un religioso domenicano, cappellano militare, convintamente schierato con il fascismo e rimasto ucciso durate la guerra coloniale d’Etiopia.
Iscrittosi ai Fasci italiani di combattimento, divenne cappellano delle Camice nere.
Il regime fascista procederà presto ad includere padre Giuliani nella sua propaganda, come perfetto milite fascista.

Questo che ho ricordato è per sottolineare il paradosso della nostra memoria coloniale.
Come scrive Tomaso Montanari, rettore dell’università per stranieri di Siena: «Mentre giustamente condanniamo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, quasi nessuno si scandalizza se le nostre città sono piene di vie e di luoghi che glorificano ancora le ripetute invasioni di Stato sovrani africani».

A Varese esiste anche via Dogali, località dell’odierna Eritrea, luogo della battaglia avvenuta il 26 gennaio 1887 tra le truppe coloniali italiane e le forze etiopiche durante il primo tentativo di espansione italiana (il sito “Viva Zerai”, curato dallo scrittore Wu Ming 2, offre un’accurata mappa interattiva della topografia colonialista italiana: centinaia di nomi e luoghi del nostro triste passato).

Manuela Nozza, consigliera comunale e componente della segreteria del circolo PD di Varese, ha presentato l’11 gennaio una mozione che ha impegnato la giunta a “Declinare al femminile la futura toponomastica cittadina”.
Perché solo la futura?

Varese è orgogliosa di ricordare con una via vicino l’ITET Daverio Casula Nervi la figura di un fascista, quando fare apologia del fascismo è un reato?
Avrei già anche pronto il nome a cui reintitolare la via: Rita Atria, la ragazza testimone di giustizia che si suicidò dopo l’attentato al giudice Borsellino perché si sentiva abbandonata.

Ci sta, sig. Sindaco?

Andrea Zanello – Mendrisio

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