Cosa succede a Cassano Magnago?
18 Ottobre 2024
Quello che succede a Cassano Magnago riguarda la vecchiezza.
Dico la vecchiezza amministrativa. Da almeno tre legislature l’andatura dell’organismo comunale maggioritario di stampo poliseniano s’è rallentata; questo cede sotto lo scorrere del tempo politico, diminuisce la propria camminata, zoppica malamente. Resiste sul viale cassanese delle rimembranze, ma al tramonto.
Magari gli succede che non possieda più forze giovanili trascinanti (l’unico suo giovane corrente Consigliere, eletto perché giovane, sta purtroppo solingo sui variopinti social, nel tentativo di comunicare con efficacia; al massimo mostrando 36 denti bianchi sulle passerelle nei club cittadini, praticamente però senza poter cavalcare le grandi battaglie del benessere comune).
Succede magari che quel Consiglio, quella Giunta, non abbiano grosse competenze specifiche; nel senso di qualcheduno che sappia assolutamente quel che fa, assessorati in particolare: dove non brillano tanto titoli, fortissimi interessi in materia di governo cittadino, curricula di vite spese del tutto nella direzione consentita, consegnata loro dall’ultimo voto (tuttavia, per inciso l’Assessore, sempre lo stesso, per le politiche sociali sponsorizza raccolte benefiche di tappi di plastica, credendo di ricavarne euro preziosi: 100 per una sola tonnellata consegnata, 400000 tappi circa: conveniente ed impattante.
E comunque la Consigliera più creativa ha pensato di riempire tre cabine telefoniche da anni in abbandono, dismesse ed occupate da senzatetto disperati in preda all’alcol, depositandovi libri vecchi, inutilizzati, carte buone per il riciclo, ma che stimolino culturalmente; due piccioni con una fava: fuori gli ubriaconi, dentro materiale che fa bruciare davvero. Trattasi di immaginazione vera, al potere).
Succede: non s’ha la maggioranza schiacciante, nel senso dei numeri, del seguito, delle idee e della buona volontà; dell’organizzazione e del progetto riformatore. Diversamente si dialogherebbe serenamente ed anche coll’opposizione, si sorriderebbe, si starebbe sicuri, certi dell’efficacia della propria azione ed amministrazione; non ci si adirerebbe e non ci si fiderebbe delle consulenze esterne, delle valutazioni di società lontane, delle diligence bolognesi (costosissime). Non s’affiderebbe questo nostro organismo, non chiamerebbe protezioni fuori dai suoi confini istituzionali per bonificarsi. Non lascerebbe nessun tempo che trovasse come prima.
È probabilmente malvissuto questo vecchio organismo. Volere non è più potere. E guardare non è più vedere: si vedano gli ultimi progetti mirati, però non centrati. Quello della scuola di cemento non utile di via Lazio, costruenda su un polmone verde ed unico, sradicato; quello della piazza storica del XXV aprile, che forse sarà pesce del mese, perché si scherza sostenendo sia priorità stravolgerla ad ogni costo, cianciando che diverrà rotatoria d’aggregazione civica, vaneggiandone l’utilità culturale e relazionale (sempre che si riesca ad ascoltarsi isolati nel traffico).
Tiene tuttavia quel corpo pensante, sia pure vacillante, solamente qualche conoscenza ancora, annebbiata magari dall’inesorabile declino cognitivo dovuto all’età. Pare stia tirando gli ultimi. Pare, ma chi lo sa?
Chi continuerà ad assisterlo?
Massimo Crespi (rappresentante CASSANO MAGNAGO VICINA – proposta civica)



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