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“Da quando Baggio non gioca più…”

roberto baggio
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17 Maggio 2024

Caro direttore

Nella nostra vita ci sono momenti nei quali avvertiamo insieme gioia e malinconia. Accade quando, attraverso i sentimenti degli altri, avvertiamo il sapore di quanto avevamo seminato nel corso del tempo. Pensieri che nascono dal ricordo dell’addio al calcio di Roberto Baggio il 16 maggio di vent’anni fa. Quel giorno, il Brescia affrontava il Milan a San Siro per quella che doveva essere l’ultima apparizione del “Codino di Caldogno” sui campi di calcio. Il destino ha voluto che Baggio salutasse la folla in uno degli stadi più conosciuti al mondo, al cospetto di un pubblico che, per una volta, non conosceva le barriere della rivalità. Roberto Baggio è stato uno dei calciatori più amati della storia del calcio. Amato per la lealtà e la semplicità con cui ha vissuto la sua parabola sportiva: un “ponte” nel quale non c’è stato spazio per polemiche o gesti contrari ai valori esistenziali. Il pomeriggio dell’8 giugno, presso la sala dell’oratorio di Avigno, Fernando De Maria presenterà un volumetto di temi per la scuola nel quale è presente anche il ricordo del saluto di Baggio. Sono trascorsi vent’anni…il “Codino” ha oggi i capelli spolverati di bianco e nuovi campioni si muovono nelle arene calcistiche. Baggio non gioca più: è nel cortile di casa a palleggiare con i suoi “bambini”. Un giorno, se andrai allo stadio per vedere il Milan, l’Inter, la Juve o il Varese, dopo un bel gol, chiudi gli occhi. Vedrai il “Codino” che torna sui prati che lo hanno amato. Ma non per giocare: per rivivere la dolcezza di quell’ultimo, malinconico applauso.

IL TEMA SU BAGGIO

Traccia – Cosa ti colpisce di un campione che lascia lo sport? Descrivi quali sentimenti sorgono in te nel vedere un calciatore salutare la folla. Esprimi il tuo pensiero immaginando quale dovrebbe essere il ricordo del campione nella tua vita.

Svolgimento – Domenica, 16 maggio 2004, per l’ultima giornata di campionato, a San Siro, si sono incontrate Milan e Brescia. Uno dei momenti più significativi del pomeriggio sportivo è stato il saluto dei tifosi rossoneri a Roberto Baggio. Era quello l’addio del “codino” al mondo del calcio. Mancavano pochi minuti al termine dell’incontro quando l’allenatore del Brescia lo ha richiamato in panchina…Un lungo applauso ha accompagnato l’uscita dal campo di quello che è stato uno dei campioni più amati della storia dello sport. Baggio indossava una maglietta con i colori bianco-azzurri del Brescia. Per una volta, chi lo ha amato, lo ha visto con i colori di tutta una vita perché, ovunque abbia militato, egli ha lasciato la nostalgia di quei campioni che rimangono “puri” nella grandezza della loro esistenza. Il “codino” ha risposto al saluto del pubblico con gli occhi lucidi. Una passerella interrotta solo dall’abbraccio di Maldini, compagno di squadra nel Milan ed avversario in mille battaglie. Baggio piangeva… in quell’applauso c’era tutta la sua vita: dai primi calci nel campetto dell’oratorio di Caldogno, al vagabondare per i campi del Vicenza, della Fiorentina, della Juventus; quindi di Milan, Bologna, Inter e Brescia. In una passerella soffocata dai battimani c’era l’affetto per un calciatore “universale”: capace di regalare al pubblico la magia delle sue giocate unite come un dono alla semplicità della vita di tutti i giorni. Nel vederlo uscire dal campo in lacrime anch’io, che sono juventino, mi sono commosso. Ora, mi piace immaginarlo domani, nel cortile di casa, mentre insegna a palleggiare ai suoi bambini. Mi piace immaginarlo in qualche studio televisivo con i campioni del suo tempo a commentare partite di una società e di un mondo diversi. A 37 anni, dopo aver realizzato 207 reti, “il codino di Caldogno” lascia…Lo ricorderò con la nostalgia che meritano le sue giocate. E il sorriso triste con cui i suoi occhi belli hanno salutato i campi di calcio.

Fernando De Maria

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