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Date infauste: La storia del P.C.I.

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Date infauste: La storia del P.C.I.
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21 Gennaio 2021

EGR. Direttore,
Nella storia del PCI credo che si passano cogliere due date infauste e molto contraddittorie. La prima è quella che celebriamo oggi, il 21 di gennaio, il giorno del centenario della sua nascita. Data infausta perché segnò quella profonda divisione della sinistra italiana che di fatto favorì l’anno successivo l’avvento del fascismo. Su quel teatro chiamato a celebrare il congresso del Partito Socialista Italiano c’era un immenso striscione con la famosa frase si Carlo Marx con tanto di barba: “Proletari di tutto il monto unitevi”. Ma nonostante il riferimento internazionalista, l’uomo inviato da Mosca, tra l’altro bulgaro, portava con sé l’ordine sovietico della divisione dai socialisti riformisti. Fu un disastro: i socialisti mantennero la maggioranza, ma i comunisti se ne andarono. Poi ovviamente noi continuiamo a celebrare la grandezza di quegli uomini rivoluzionari, come Bordiga, Gramsci, Togliatti, ma di fatto fu un vero disastro.
In quegli anni era finita da poco la guerra, con tutti i disordini politici e sociali, in quello che era stato definito il biennio rosso per lo scontro tra le diverse contrapposizione ideologiche, che si era concluso con le divisioni e la spaccatura nel congresso del Partito Socialista a Livorno del 1921 e la nascita del Partito Comunista d’Italia.
Le forze di sinistra commisero l’errore storico di sottovalutare lo squadrismo fascista che in due mesi del 1921 provocò più di cento morti e quattrocento feriti, 59 Case del popolo saccheggiate, 119 Camere del lavoro distrutte, 197 cooperative paralizzate, 83 leghe contadine devastate, 141 sezioni socialiste bruciate, 28 sedi sindacali assaltate, 100 circoli culturali danneggiati. In quegli anni lo squadrismo raggiunse 3000 vittime, preludio della marcia su Roma.
Celebre la frase che negli anni successivi pronunciò Giacomo Matteotti: “Il nemico è attualmente uno solo, il fascismo. Complice involontario del fascismo è il comunismo. La violenza e la dittatura predicata dall’uno, diviene il pretesto e la giustificazione della violenza e della dittatura in atto dell’altro.”
Ma poi nonostante tutto, il PCI pur con questa nascita infausta, costretto a subire e a forgiarsi sotto la violenza fascista, diventò un grande partito, fu uno degli artefici della lotta di Liberazione, cercò con Enrico Berlinguer una sua autonomia dalla Unione Sovietica, portò masse immense alla democrazia, coniò la stagione dell’eurocomunismo, favorì la nascita del movimento pacifista, al punto tale da essere definito da Bettino Craxi il più grande Partito Socialista e Democratico dell’occidente, ma si presentò in ritardo con la storia, travolto dalle macerie della caduta del muro di Berlino. Ma qualcuno al posto di salvarlo e valorizzarne la sua peculiarità pensò di scioglierlo, mettendo a repentaglio la nostra stessa democrazia, spianando la strada e favorendo involontariamente partiti come la Lega e l’avvento di Berlusconi.
E la seconda data infausta è quella di oggi (o se volete quella di ieri) dove di fronte ad un crisi economica e sociale pazzesca, le forze di sinistra si dividono ancora una volta, nonostante i pericoli della destra. In America quello di essere uniti lo hanno compreso e si sono salvati unendo tutte le forze democratiche sconfiggendo Trump. In Italia questo pericolo non lo si comprende e ci si divide. La lezione del 21 gennaio 1921 non è stata ancora assimilata. Peccato. Chi scrive è stato iscritto al PCI dal 1974 sino al suo scioglimento e credo che da questo partito abbia imparato molto, nonostante quella data di nascita che ho definito infausta.
EMILIO VANONI 21 gennaio 2021

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