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Gite scolastiche: delizia per gli alunni e croce per gli insegnanti?

ite tosi busto scuola quatriennale
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8 Ottobre 2015

Egregio Direttore, vi seguo da diversi anni e vi scrivo adesso per segnalare quanto accade nella scuola di mio figlio.
Sono la mamma di due bambini che frequentano una scuola primaria della Provincia di Varese nelle classi quarta e quinta.
Proprio a queste due classi è stata data la possibilità di partecipare a una gita all’Expo fra un paio di settimane. Nella nostra cittadina, ci sono tre scuole primarie che fanno parte dell’Istituto Comprensivo e, purtroppo, solo le due sezioni delle quinte, della scuola che frequenta mio figlio, non parteciperanno alla gita per, a quanto pare, “indisponibilità” delle maestre ad accompagnare le due classi. Orbene, alla gita parteciperanno gli alunni di 6 classi (le quarte e quinte delle altre due scuole primarie e le due sezioni di quarta di questa scuola), invece delle 8 classi coinvolte.
Concordo che non sia giusto non pagare gli straordinari alle insegnanti e capisco che accompagnare gli alunni in queste gite scolastiche sia non solo una grande responsabilità, ma anche faticoso per qualcuno. Ciò nonostante sono amareggiata dal fatto che ci sono insegnanti che svolgono il loro lavoro, lodevole per chi si impegna e rispetta i propri alunni, senza tenere conto che la scuola primaria non è solo il luogo dove si gettano le basi di un corretto uso della lingua italiana, della matematica, dei fondamenti di storia, geografia, scienze etc. etc., ma dovrebbe essere anche un luogo che ti permette di vivere opportunità ed esperienze che potranno anche non ripetersi nella propria vita. Ormai nella scuola Statale, il contributo che danno i genitori, per sopperire alle mancanze dovute ai tagli alle spese della scuola, è sempre maggiore; allora a questo punto, perché non dare la possibilità a quei genitori che sarebbero disposti anche ad accompagnare questi bimbi in gita, di poterlo fare? Oppure potrebbero esserci altre soluzioni per ovviare a questi “disagi”?
La ringrazio per l’attenzione che vorrà accordarmi e spero che chi fa parte di queste istituzioni possa leggere questa mia lettera.
Cordiali saluti,

Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Avendo tutti noi vissuto in prima persona l’epopea delle gite scolastiche posso solo affermare che non servono ad una beata cippa. Ecco l’ho detto.
    Fate una cosa ragazzi, chi può a 18 anni vada a studiare all’estero o in linea di massima fatevi una vita propria staccandosi dalla bisaccia dei genitori.
    Così facendo a 30 anni spaccherete il mondo.

    1. Scritto da ELLE

      Gentile Sig. Felice, il punto principale della lettera non è la meta della gita,ma il fatto che a questi 50 bambini non viene data la possibilità concreta di partecipare a questa proposta scolastica.

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