Ho votato No al referendum, ma alle politiche voterò Meloni
25 Marzo 2026
Egregio direttore,
ho visto, agli esiti del referendum costituzionale dello scorso lunedì, manifestazioni di grande esultanza, a mio avviso eccessive e un po’ scomposte, del PD, della CGIL e delle altre forze politiche di sinistra.
Benché il mio voto sia stato anch’esso un NO convinto, ma, d’altro canto, siccome non ritengo di potere essere associato ai compagni di strada appena citati, desidero di seguito chiarire pubblicamente le mie ragioni, che, immagino, siano simili anche a quelle di tanti altri come me.
Si tratta di ragioni che non possono essere messe sullo stesso piano di chi si posiziona politicamente nello schieramento contrario al Governo attualmente in carica.
Io ho votato NO, per ragioni e motivazioni tutte legate al merito della riforma votata dal Parlamento.
Ho votato NO perché considero il mantenimento delle previsioni costituzionali in vigore piu’ aderente e fedele allo spirito della nostra Carta.
Ho votato NO perché ritenevo che le modifiche sottoposte a referendum approvativo arrecassero un danno all’ordinamento originale della giustizia così come è stato scritto dai padri costituenti, ed anche perché pensavo e continuo a credere che fossero una sbavatura rispetto alla mia idea di legalità.
Non ho votato NO per allinearmi e associarmi alla sinistra.
Non ho votato NO perché desidero ri – avere Conte Presidente del Consiglio.
E, venendo alla nostra Samarate, non ho votato NO per dare supporto e rafforzare Ferrazzi e la sua giunta arlecchino, oppure per esprimere sostegno a Broglia e al PD cittadino.
Non ho votato NO per vedere le bandiere dei dem e dei sindacati in piazza a Samarate.
Dopo tutto quello che ho visto in termini di reazioni scomposte e fuori luogo, mi sono quasi pentito di aver votato NO.
Meloni, che può essere certamente criticata rispetto a varie scelte assunte, ma che non è certo stupida ed è di sicuro più strutturata politicamente della Schlein e di Fratoianni, ha capito che una componente (non così marginale) dei NO era animata da questo alto senso della legalità, simile al mio, e non tanto dalla volontà di affossare il suo governo.
Proprio in forza e alla luce del fatto che Meloni ha compreso come una parte del NO sia stata esclusivamente una forte presa di posizione per la legalità, l’allontanamento di Delmastro e della Bartolozzi e la richiesta di dimissioni rivolta alla Santanchè vanno lette come decisioni assunte secondo questo giudizio sulla realtà, giudizio che la Presidente del Consiglio ha fatto immediatamente e meritatamente proprio.
Questa volta ho votato convintamente NO; questo non toglie che alle prossime Politiche la Meloni avrà quasi sicuramente il mio voto.
Eliseo SANFELICE
Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.




Gentile Eliseo
ho letto con favore la sua lettera, penso che in tanti pur essendo elettori di destra abbiano considerato con attenzione e preso conseguentemente la sua stessa decisione. Perché, questo referendum era un chiaro tentativo di mettere mano da parte della politica sull’indipendenza della magistratura, come è stato detto chiaramente dal ministro Nordio e dalla PdC Meloni. Una indipendenza sancita sulla Costituzione che vede nella separazione dei poteri un cardine che il popolo italiano, considera giustamente un elemento inviolabile e indivisibile nella nostra democrazia. Indipendenza, che era fortemente messa in discussione, come è stato detto da un giornalista di destra in tv questa mattina, il quale ha sostenuto che erano già pronti dei decreti che andavano a interferire con l’operato dei magistrati, alla faccia delle dichiarazioni di Nordio che si diceva pronto ad aprire un dialogo con l’ANM subito dopo la vittoria del SI, e chissà che fine farà l’altra geniale proposta sempre del ministro di fare dei corsi di specializzazione dei PM, anche se non si capisce per quale motivo, questi corsi non si siano già programmati. Per quanto riguarda l’entusiasmo che questa vittoria del NO ha prodotto nell’opposizione, mi sembra una logica conseguenza del grande risultato ottenuto, sono partiti da un meno 15% a favore del governo, dico governo, perchè l’iter parlamentare è stato una barzelletta. Però, non ho intrapreso nessun indizio per cui i voti del NO, sono stati ritenuti un bacino spendibile in una eventuale elezione politica, hanno messo invece in risalto come la generazione giovanile ha per la stragrande maggioranza votato NO, e su quello sono state fatte delle considerazioni che possono dare respiro alla coalizione che dovrebbe presentarsi unita contro Meloni. Anche se devo essere sincero, una unità che a mio avviso va fermata in un perimetro ben delineato. Infine, le dimissioni di Bartolozzi, Delmastro, Santanchè non le leggo come un segnale di cambiamento da parte della PdC, piuttosto una disperata rincorsa a cercare di puntellare una struttura che sta cadendo a pezzi. Meloni ha fatto una pessima figura, direi l’ennesima, in quanto si è vista costretta dal voto popolare, di rimangiarsi tutto quello che aveva dichiarato anche con dichiarazioni imbarazzanti (vedi su Delmastro) pur di difendere una posizione di non più difendibile, ma lei lo ha fatto ugualmente. La Santanchè, nella sua lettere di dimissioni, da come la intendo io, lascia trapelare con chiarezza che paga colpe altrui, penso che sia evidente, che si riferisca proprio a Meloni e al ministro Nordio, che hanno fatto una campagna per il SI che definire folle è già un complimento.
Teniamoci stretto con orgoglio questa vittoria del NO, che non è di una parte politica, ma del popolo italiano, il resto conta meno.
Cordialmente
Massimo Cattin