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Il 10 giugno, tra i risultati elettorali e il ricordo di Matteotti

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11 Giugno 2024

Caro Direttore,

Un giorno strano quello di oggi, 10 giugno 2024.
Una parte del paese si è risvegliata con il timore (l’altra con la speranza) che anche in Italia potesse accadere quanto accaduto in Francia ed in Germania. E in realtà è anche accaduto, pur senza un effettivo sfondamento della Destra, e tuttavia compensato da un risultato molto lusinghiero e positivo del Centro Sinistra.

Certo, i 500.000 voti a un personaggio come Vannacci fanno interrogare, molto più degli oltre 2 milioni della Giorgia nazionale che ha saputo “surfare” con grande capacità ed abilità l’onda del suo successo personale.

E poi un Movimento 5 stelle, sempre più isolato, che perde in maniera consistente, ma rimane, nonostante tutto, in piedi. Gianni e Pinotto con la bisbetica indomabile, ovvero Calenda, Renzi e Bonino, vengono spazzati via, ma torneranno, ci proveranno ancora, perché i trasformisti non demordono mai, come le maratone di Mentana.

Ma in tutto questo, anche la mia città, Varese, si è risvegliata oggi e quanto mi sarebbe piaciuto che qualcuno, pure un’istituzione piccola piccola, si ricordasse di percorrerne qualche metro nel suo centro storico, nella strada più conosciuta, fermandosi per qualche istante sotto la stele che ne riporta il nome: Giacomo Matteotti.

Proprio oggi, infatti, 100 anni fa (10 giugno 1924), venivano assassinati i valori più puri ed assoluti che ogni persona dovrebbe sentire come inviolabili e che quell’uomo potentemente incarnava: libertà ed uguaglianza.
No, non una conferenza, non un dibattito, non la solita formale celebrazione.
Sarebbe bastato semplicemente un ricordo, un gesto silenzioso.

Perché l’antifascismo è certamente memoria, ma è soprattutto azione, è condivisione e partecipazione e si pratica con costanza e semplicità tutti i giorni. Non solo quando è provocato.
E poi perché il contrario dell’antifascismo, oggi, non è il fascismo.
Sono l’indifferenza e l’individualismo.

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