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Il ducale simbolo dell’Insubria non è inventato

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25 gennaio 2012

in riferimento al Suo articolo "I gadget dei Maroni boys, è scoppiata la Bobomania" (Varesenews del 24-1-12), lungi da me l’entrare nel merito della scelta dell’uso di questo o quel gadget da parte di un movimento politico, vorrei precisare alcuni punti riguardanti "(…) il ducale simbolo dell’Insubria, logo inventato dall’associazione culturale Terra Insubre (…)", come da Lei riportato nel Suo articolo, così descritto certamente per ragioni di sintesi giornalistica, ma che potrebbe incutere qualche dubbio o perplessità nel lettore meno informato. Saprà bene che per ‘logo’ si intende solitamente la scritta o l’immagine utilizzata a fini commerciali per rappresentare un prodotto, un’azienda eccetera, simile ma differente dal marchio di fabbrica, quest’ultimo protetto dalla legge, anche se nel linguaggio corrente, a volte, le due cose vengono confuse. Affiancare questo termine alla bandiera (ufficiale o meno, qui non ha importanza) di uno Stato, di una Comunità o di un Popolo è, quantomeno, non corretto. La bandiera rappresenta la storia di un Popolo e di una terra, ne è uno dei simboli per eccellenza. E la bandiera d’Insubria, il Ducale non è da meno. L’Associazione culturale Terra Insubre non ha ‘inventato’ nulla; ha avuto, invece, il merito di aver riscoperto e riportato alla luce, togliendola dall’oblio della storia, una bandiera gloriosa, un simbolo importante e storico, testimone di un territorio e di un popolo, per riconsegnarla a quello stesso territorio e a quello stesso popolo erede e continuatore delle gesta dell’Antico Ducato di Milano: l’Insubria e gli Insubri. Alcune bandiere garriscono al vento da diverse centinaia di anni (la Croce di S. Giorgio in Inghilterra da circa il 1188-90 -la stessa di Genova, anzi pare, secondo una leggenda, ‘concessa in uso’ dietro tributo annuo dai Genovesi agli Inglesi sul finire del sec. XII-, e adottata nei colori, forse all’inzio del sec. XI, anche dalla città di Milano, per altre motivazioni che nulla avevano a che fare con il Santo guerriero -la croce rossa in campo bianco è l’inverso dei colori della bandiera di guerra del Sacro Romano Impero, il Reichssturmfahne o Blutfahne; il Dannebrog danese, la più antica bandiera ufficiale esistente tra gli attuali Stati sovrani, adottata nel 1219, o la Croce di S. Andrea scozzese, The Saltire, adottata nel XVI secolo). Tra quelle più longeve (fatto poco noto), vi era (è) la bandiera dell’antico Ducato di Milano (1395-1797), che nella sua massima espansione comprese buona parte dei territori della valle Padana, spingendosi a Nord fino al Gottardo nell’attuale Canton Ticino svizzero, a sud in Toscana e nel Genovese e territori dipendenti. La bandiera, detta il Ducale, non è altro che la trasposizione dell’arma familiare dei Visconti, che già erano signori di Milano dal 1277, ai tempi della loro elevazione nel 1395 a Duchi di Milano e Vicari Imperiali Generali di Lombardia per concessione di Venceslao di Lussemburgo, Re di Germania e dei Romani, prima della sua destituzione. Da allora i Visconti aggiunsero al Biscione, il loro stemma, anche questo leggendario e mitologico, l’aquila imperiale, " (…) e questo vessillo si porta innanzi ad ogni altro; e il nostro esercito non si accampa mai se prima non vede sventolare da un’antenna l’insegna della biscia (…)" afferma il cronista milanese Bonvesin de la Riva, e stemma e bandiera rimasero in uso per tutti i secoli successivi, impresso nei sigilli, nella armi reali di Spagna prima e in quelle imperiali absburgiche poi, coniato sulle monete ducali, raffigurato su stemmi, oggetti, castelli, palazzi, cascine, ovunque a rappresentare il dominio visconteo-sforzesco, e in tempi più vicini anche per il Regno Lombardo-Veneto, in una insolita combinazione tra il Biscione e il Leone marciano. Personalmente ho raccolto e documentato Biscioni viscontei e Ducali (dipinti, incisi, scolpiti…) in centinaia di luoghi in un territorio vastissimo che travalicano ampiamente i confini lombardi: Albenga, Bellinzona, Berlino !, Bologna, Cracovia, Dublino, Innsbruck, Monaco di Baviera, Praga, Vienna, perfino a Napoli e Roma ! e praticamente in quasi tutti i paesi in un’ampia fascia tra Lombardia, Emilia, Ticino e Piemonte orientale. Il Biscione è stato recentissimamente adottato (qui sì come logo!) da importanti realtà industriali note a tutti quali: Alfa Romeo, Mediaset, Gilera, Carlo Erba… ma l’origine è come ho detto ben più antica e gloriosa. Riduttivo e superficiale definire il ducale un logo ‘inventato’ da Terra Insubre. Merito di Terra Insubre è invece aver riscoperto un simbolo importante che potrebbe degnamente essere adottato quale bandiera ufficiale della stessa Regione Lombardia, sostituendo il poco amato vessillo verde con una stilizzata (e bruttina) Rosa camuna, che il compianto prof. Gianfranco Miglio definì ‘la manopola di un sanitario’, come importanti e approfonditi studi hanno dimostrato, si veda ad esempio il lavoro edito dal Pirellone stesso "L’araldica della Regione Lombardia" (2007), che però la commissione regionale preposta allo studio per l’adozione di un nuovo vessillo ha bellamente trascurando andando a produrre alcune bozze, che me lo consenta, sono vessillologicamente improponibili (e visivamente inguardabili!).

dott. Roberto Stefanazzi, cultore di araldica, socio e collaboratore dell'Ass. Culturale Terra Insubre.

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