Il nucleare e il rispetto della democrazia
9 Giugno 2026
Caro Direttore, a proposito dell’ossimoro “ nucleare sostenibile”, brevettato dal governo più longevo e inconcludente della nostra repubblica ,con la foglia di fico di un disegno di legge alla Camera per la reintroduzione del nucleare nel nostro paese, non solo siamo sul piano della mera propaganda elettorale, ma perdipiù siamo dinanzi all ‘ennesima beffa nei confronti del popolo italiano, che nei referendum del 1987 e del 2011 si è pronunciato contro il nucleare .
Il rispetto della democrazia, come nel caso del clamoroso tonfo nel recente referendum contro la magistratura, è un vero e serio problema per i reazionari del centro-destra. Purtroppo i reattori di terza e quarta generazione, come da tempo sostiene il Nobel Giorgio Parisi, sono solo per ora sulla carta dei prototipi, con una tempistica imprecisata per quanto concerne la loro fattiva realizzazione. Inoltre, Parisi segnala come il solare e l’eolico su scala industriale hanno un costo tra i 35 e 50 dollari per megawattora, contro i 150/180 dollari del nucleare.
Affezionato alla lobby del fossile il centro-destra ignora i suoi messaggi, al punto che pure la Confindustria, che lamenta con Giovanni Orsini il costo sproporzionato dell’energia del nostro paese rispetto a quanto si registra in Europa, mette il dito nella piaga delle 4mila autorizzazioni bloccate senza alcuna giustificazione dal governo e dalle regioni rispetto agli investimenti preventivati nel campo delle rinnovabili.
Cosicchè la Spagna e a Germania, solo per fare due esempi, hanno fatto passi da gigante nel campo delle rinnovabili e dell’indipendenza energetica. Mentre Giorgia Meloni è costretta a continui e dispendiosi incontri di carattere internazionale, per risolvere gli immani problemi dell’ approvvigionamento energetico del nostro paese.
Cordiali saluti
Gian Marco Martignoni



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