Il Partigiano di Dio
6 Marzo 2023
La storia di don Gilberto Pozzi, lo Schindler di Clivio
In questi settimane in cui ricorre il prossimo mese di maggio giorni il 100° anniversario della nascita di don Lorenzo Milani, mi sono posto la domanda: Ma é poi vero che l’affermazione milaniana che “L’obbedienza non é ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni” sia riconducibile solo al priore di Barbiana? La risposta é NO. Nella storia del nostro Paese c’è stato un periodo storico e tragico in cui ci sono state decine, centinaia, migliaia le persone che hanno disubbidito, hanno fatto obiezione di coscienza, che in tanti casi hanno dovuto pagare con la vita il loro atto di disubbidienza civile.
Ed é il periodo tragico, ma al tempo stesso glorioso quello che va dal 1943 al 25 aprile 1945, dove ci sono stati tante persone, giovani, donne, gente comune, preti, uomini in divisa, carabinieri, guardie di finanza, che con tanta umiltà si sono poste al servizio di una nuova umanità, nella Resistenza.
“Storia dell’Italia dopo l’8 settembre 1943, quella di don Gilberto Pozzi, insieme al maresciallo della Guardia di Finanza Luigi Cortile e alla signora Nella Molinari, che fondò a Clivio, una cellula partigiana dedita all’aiuto degli ebrei, dei profughi e dei perseguitati dal nazifascismo. Un uomo di fede che con coraggio e a rischio della propria vita fece una scelta di campo: aiutare centinaia di vite umane strappandole dalla prigionia, dalla deportazione e dalla morte. Don Pozzi trovò la collaborazione di altri sacerdoti della Valceresio e persone di buona volontà, sviluppando una rete che lavorava nell’ombra per produrre documenti di identità falsi pur di salvare gli ebrei. Il parroco di Clivio venne imprigionato nel carcere di san Vittore a Milano e liberato grazie all’intervento del cardinale Alfredo Ildefonso Schuster, mentre il maresciallo Cortile, arrestato, morì nel campo di sterminio di Mauthausen”
E’ un libro appena uscito scritto da Gerardo Severino e Vincenzo Grienti, “Il Partigiano di DIO” che racconta questa storia con sua prefazione di Mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano: “Don Gilberto Pozzi ha attraversato tribolazioni e contrasti senza conservare risentimenti. Ha affrontato pericoli e minacce senza perdere la fiducia e l’impegno, ha inteso il suo ruolo come un servizio, senza farsi servire”
Un libro che si legge bene, scorrevole, che fa riemergere un pezzo della nostra storia, troppe volte dimenticata, da leggere con tanta passione per tutti, sopratutto per i giovani, per non perdere la memoria e la speranza nella pace, violata nella assurda guerra in Ucraina e per allontanare dai nostri occhi l’immane tragedia di morte avvenuta davanti alle coste di Crotone dove sono morti 70 persone con oltre 30 dispersi, per la mancanza di soccorsi, pianificatati da parte di coloro che usano e hanno usato la questione dei migranti per farsi campagne elettorali orribili. Possa il Buon Dio perdonarci per aver affidato il governo di questo nostro Paese, che ha una grande tradizione di solidarietà, a coloro che speculano sul dramma degli immigrati alimentando razzismo e xenofobia, quando invece serve il coraggio della Pace e della accoglienza, sempre.
Emilio Vanoni Induno Olona
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Una bella lettera carica di significati e valori morali e umani ineccepibili. Tuttavia il signore di cui sopra però ha fatto un plateale scivolone. l’ultimo paragrafo contiene insinuazioni gravissime ed insulti al corpo della guardia di finanza, della guardia costiera, della marina militare con le sue insinuazioni. (ometto di commentare la velata accusa di strage) Oltre che ad invitarla a vergognarsi profondamente per l’insulto ai militari che operano in mare sotto la bandiera italiana, le faccio un ulteriore invito, dato che è credente o perlomeno tale si dipinge, a non mescolare dio e politica. Che tra le aberrazioni dialettiche è forse la peggiore di tutte.