Indulto e depenalizzazione contro giustizia, sicurezza e stato di diritto
28 Maggio 2010
Una rapida risposta a chi prova da tempo a infierire sul principio della legalità, sulla sicurezza dei cittadini e sul principio della certezza del diritto e della pena, attraverso le continue e subdole proposte di indulti o le indecenti proposte di depenalizzazione, al fine sbagliato e con il mezzo sbagliato, di ridurre il numero dei carcerati che in Italia eccede il numero dei posti letto nelle carceri.
Innanzi tutto, se le carceri continuano a riempirsi, vi sarà pure un motivo.
Se corruzione, illegalità diffusa e mafie uccidono questo paese, vi sarà pure un motivo per il quale si consente a queste minacce allo stato e al popolo, alle famiglie e alle imprese, di restare perlopiù impunite od impunibili.
Le carceri sono piene?
Invece di pensare a come svuotarle per riempire di nuovo le strade e le piazze italiane di soggetti che potrebbero così reiterare liberamente i reati per i quali sono stati accusati, giudicati e puniti, si pensi a come costruire un numero di carceri sufficiente a tenere dentro quattro mura carcerarie, tutto il marcio che c’è in questo paese.
L’esempio francese è lampante.
Carceri costruite da privati e convenzionate con lo stato.
Ecco la soluzione, rapida, efficace, economica, risolutiva.
Se si seguisse questa strada, in un periodo che vada 1 a 3 anni da adesso, avremmo probabilmente raddoppiato o triplicato i posti-letto nelle carceri italiane.
Ma mi domando: è questo l’interesse che stanno perseguendo i politici che vogliono indulti e depenalizzazioni, ovvero, attraverso questo problema, se ne vuole risolvere un altro?
E se sì, quale?
Siate seri e pensate ad amministrare la cosa pubblica in favore delle famiglie e delle imprese italiane.
Siate seri e copiate la Francia.
Siate seri, soprattutto



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