Intolleranza a prescindere
1 Marzo 2025
Gentile Redazione,
vorrei condividere con i lettori di VareseNews un fatto tanto semplice quanto spiacevole che mi è successo oggi a Varese. Ripeto, si tratta di ben poca cosa, ma mi ha fatto riflettere sulla facilità con cui troppo spesso la gente – senza letteralmente guardare in faccia a nessuno – sputa sentenze su persone, fatti e situazioni senza prendersi un attimo di tempo per riflettere prima di parlare. Ore 12, via Lazio. Parcheggio a 300 metri dall’ ingresso del Padiglione Santa Maria dell’ospedale di Circolo. Sono contenta perché trovo un posto posizionato in maniera tale da poter fare scendere dall’auto mia madre, che non cammina da due anni e che ha una recente frattura al braccio, senza dare fastidio a nessuno nel lento passaggio dal sedile dell’auto alla carrozzina. Sono di buon umore perché la giornata è soleggiata e questa visita di controllo diventa l’occasione per una breve passeggiata insieme. Sono una camminatrice e sulla carrozzina che sto spingendo c’è una donna ultraottantenne che, prima dell’invalidità ha sempre camminato volentieri anche lei. Pertanto conosciamo bene entrambe l’importanza di utilizzare il marciapiede! Però, ahimè, le condizioni dei marciapiedi varesini non sono tali da consentire un utilizzo sicuro da chi è in carrozzina, e solo oggi me ne sono resa conto: buche, saliscendi, rattoppi di fortuna…il rischio è quello di uscire di casa per andare a fare un controllo ortopedico e ritrovarsi con la carrozzina ribaltata e una madre in frantumi. Decido quindi di non utilizzare il marciapiede e, non senza qualche remora, di percorrere i 300 metri che ci separano dall’ ospedale stando rigorosamente al margine della strada, sia per non ostacolare il passaggio delle auto, sia per non rischiare di essere investite. Nessuno si lamenta, anzi generalmente noto molto rispetto per chi è in carrozzina e per l’accompagnatore. Eppure anche in una situazione come questa, si palesa all’ improvviso l’automobista incattivito che nel superarci – senza peraltro dover nemmeno rallentare – urla dal finestrino “Il marciapiede”! Ma davvero abbiamo bisogno di prendercela con una “vecchia” in carrozzina al margine della strada? O probabilmente con la sua accompagnatrice? Non ho avuto nemmeno modo di vedere in faccia quest’ uomo, perché -ripeto- eravamo così poco d’ostacolo al suo passaggio che non ha dovuto nemmeno rallentare…eppure non è riuscito a fare a meno di urlare a gran voce il suo commento. Se avesse anche solo rallentato, gli avrei volentieri spiegato il motivo per cui ero lì, a pochi metri dall’ ospedale, spingendo con estrema cautela una carrozzina senza usare il marciapiede. Ma chissà se lui, un marciapiede, lo ha mai usato?



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