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La mia mamma

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La mia mamma
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16 Gennaio 2021

Sono già passati sei anni… e sono sempre i sogni a dare forma al mondo.
Sei anni fa… le mie mani tenevano le tue… per l’ultima volta, prima che volassi via. Sulle note di una canzone, con le parole ripetute all’infinito, come una preghiera… “Io non lo so se è così sottile il filo che ci tiene… so che ogni lacrima è diversa… so che nessuna è come te… E sogna chi ti dice che non è così… e sogna chi non crede che sia tutto qui”.
Io ero accanto a te. Ti cullavo, come si fa con una ninna nanna, ti sei addormentata mentre ti baciavo sulla fronte… mentre ti accarezzavo il viso. Ti sei addormentata nell’amore.
Ricordo tutto di quel giorno.
“La tua mamma sta molto male. Non sappiamo se questa volta ce la farà”…
“Ma lo avete già detto altre volte… la mia mamma è forte… ce la farà anche questa volta”….
“Fanny, questa volta è diverso… è davvero molto stanca”.
La disperazione, dopo quasi due anni, in cui non c’eri già più, nel sapere che avrei dovuto dirti addio, per sempre.
Giorni… Ore… Minuti… ma sarebbero stati gli ultimi.
Come dico sempre, ho dovuto convivere con la tua assenza prima, e con la tua non presenza dopo.
Due anni prima, un’emorragia cerebrale, causata da un aneurisma, ti aveva lasciato in stato vegetativo. Eri rimasta con noi, ma non come eravamo abituati ad averti. Nel tuo letto, in ospedale, immobile, nutrita artificialmente, respiravi con un tubo grazie ad una tracheostomia. Ogni tanto aprivi gli occhi, ti guardavi intorno. Chissà dov’eri amore mio. Nessun segno che dicesse che eri con noi.
La mia mamma “dorme ancora”.
In tutti quei mesi, mi hai insegnato che l’amore conosce diverse forme per arrivare nel nostro cuore. E lezione più grande non avrei potuto avere. Amore e vita… saper amare incondizionatamente ogni forma di vita, e avrei tanto desiderato tenerti con me, anche così, per sempre.
Sei stata la mia anestesia, quando mi sono ammalata di cancro, qualcosa di troppo doloroso da affrontare. La mia anima, stordita già da un dolore immenso, ha potuto attraversare una tempesta terribile, senza quasi che me ne rendessi conto, perché il dolore che provavo per te, era già talmente grande, che nulla avrebbe potuto superarlo.
Tu non lo hai mai saputo. Dormivi già mamma. E mentre i miei capelli cadevano tutti, i tuoi ricrescevano, dopo tre interventi al cervello che avevi dovuto subire.
Sei stata la mia medicina, l’amore che potevo donarti, ogni volta che, seduta accanto al tuo letto in ospedale, ti guardavo.
Ed era l’unico posto in cui mi sentivo veramente a casa. Mi hai curata e guarita, in tutti i sensi.
Sei stata la mia speranza, seppur vana, che un giorno, magari, avresti potuto risvegliarti e, come dopo un brutto sogno, trovare tutto come l’avevamo lasciato.
Non è stato così.
Mi manchi mamma.
Ed ogni giorno, in ogni istante, il mio pensiero vola da te. Con un sorriso, con una lacrima, con tutto l’amore di questo mondo, perché non cambierei nulla della nostra vita.
Perché sono stata fortunata ad avere una mamma come te.
E dove c’è amore, anche la morte nulla può.
Ti amo, con tutto il cuore, anima mia.
Vivi in me. Sempre.

Tua Fanny

Commenti

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  1. Francesca Gervasini
    Scritto da Francesca Gervasini

    Perchè l’amore crea amore…
    Dedicata a chi ama… a chi mi ha fatto sentire la sua presenza, a chi ha asciugato le mie lacrime, a chi è riuscito anche a farmi sorridere, a chi mi conosce, e anche a chi non mi conosce, ma soprattutto dedicata a te mamma, possa la tua storia, insieme al tuo sorriso, illuminare il cuore di tanti.
    Vivi in noi, sempre.
    Tua Fanny (e tanti altri)

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