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La mia odissea da pendolare al termine di una settimana da incubo

Treno Caravaggio
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17 Ottobre 2024

Buongiorno,
vorrei porre l’attenzione su un problema grave e fin troppo frequente, in questi giorni soprattutto: i treni. Io sono una studentessa e frequento un corso di laurea magistrale a Milano, sono ormai cinque anni che prendo i treni tutti giorni nella linea Milano-Gallarate-Domodossola e in particolare il mattino il treno delle ore 07.04 alla stazione di Sesto Calende. Oltre alle solite lamentele sui treni sporchi, con l’aria condizionato o il riscaldamento altissimo e i soliti ritardi (che ci sono quotidianamente e ormai ci siamo fatti tutti il callo) di 10/15 minuti, questa settimana arrivare a Milano si sta rivelando un’impresa eroica.

Lunedì 14 ottobre, prendo il solito treno alle 07.04 e non ci vengono dati annunci sul possibile ritardo che subirà il treno fino al nostro arrivo alle ore 7.15 alla stazione di Somma Lombardo. Qui veniamo avvisati di un guasto che c’è stato un’ora prima ed “è stato già risolto” alla stazione di Milano Certosa che ha bloccato la linea; il treno subirà quindi un ritardo previsto di circa 20 minuti per “esigenze di traffico” ma non dobbiamo preoccuparci perchè il guasto è appunto risolto. Arrivati alla stazione di Busto Arsizio il treno non riparte e un avviso del capotreno ci dice che non ripartiremo molto velocemente, che le tempistiche non si conoscono ma è stimata un’oretta di attesa e che c’è un solo treno che ci può riportare indietro (treno che, mentre stiamo ascoltando l’avviso, chiude le porte e parte e siamo quindi impossibilitati a prenderlo). Non ci vengono più date notizie, non si organizzano treni alternati o bus sostitutivi per andare a Milano o anche solo per cercare di tornare a casa, perché ormai il ritardo era talmente grande che il senso stesso di andare a Milano si era ormai perso.

Rimaniamo bloccati a Busto Arsizio per ore e ore senza ricevere uno straccio di notizia o di informazione ma solo avvisi e avvisi di treni cancellati e ritardi talmente elevati da non essere nemmeno calcolabili. I cartelloni presentano una bella lista di treni dalle 6.40 del mattino a più tardi di mezzogiorno con una fila di “cancellati”, “ritardo non calcolabile” o “120-150” minuti di ritardo. Riesce a spostarsi dalla stazione solo chi ha qualcuno che può venirlo a prendere.

Mercoledì 16 ottobre, sullo stesso treno veniamo avvisati a Gallarate che faremo delle fermate straordinarie, accumulando più di mezz’ora di ritardo, perché un treno di un’altra tratta ha troppe poche carrozze rispetto ai passeggeri. I treni così presto il mattino sono tutti molto pieni perchè sono treni per i pendolari, che siano lavoratori o studenti come me ma che hanno tutti orari stringenti e grandi problemi se non si presentano a lavoro o agli esami o alle lezioni obbligatorie. Creare un ritardo di oltre mezz’ora provoca non pochi disagi.

Oggi giovedì 17 ottobre, lo stesso treno ha un ritardo di più di 70 minuti a causa di un guasto a un treno merci, avvenuto prima delle 6, alla stazione di Somma Lombardo. Per spostare il treno merci viene danneggiato parte dell’impianto e quindi via a un’altra infernale mattinata in cui tutti ci chiediamo se riusciremo mai ad arrivare a Milano.
Con i frequentissimi scioperi, i disservizi devono essere ridotti al minimo. Il servizio dei trasporti lombardo può davvero funzionare così male? Venerdì 18 è previsto un nuovo sciopero dei trasporti locali e ATM si ferma. I treni la seguiranno? Riusciremo ad arrivare a lezione o al lavoro in orario per la prima volta questa settimana?

Un altro problema non secondario è il costo. I biglietti e gli abbonamenti costano davvero molto e il prezzo aumenta, ma il servizio non migliora ma anzi peggiora sempre di più. Gli abbonamenti integrati (come l’Io viaggio in Lombardia, che è utilissimo per tutti e che tutti gli studenti e i lavoratori acquistano perché è impossibile che si prenda solo un mezzo al giorno per arrivare dove si deve) non vengono rimborsati. Subiamo anche noi gli stessi ritardi, cancellazioni, sostituzioni e scioperi di chi ha un abbonamento solo ferroviario ma in più subiamo anche quelli del trasporto locale. Perché noi non possiamo avere diritto al rimborso almeno di una parte di questo abbonamento, che è fornito da Trenord, si attiva solo nelle biglietterie Trenord ed è gestito da Trenord?
Ringrazio per l’attenzione e spero davvero che a questi problemi possa essere data un po’ di visibilità,

Matilde Gerola

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