La spettacolarizzazione della morte di un papa
15 Aprile 2005
Egregio direttore,
Leggo con interesse gli interventi di Angelo Protasoni, di cui apprezzo la coerente milizia laica, repubblicana e progressista.
Mi associo pertanto alla sua lettera del 7 aprile scorso, in cui egli denuncia la impressionante, invasiva e grottesca spettacolarizzazione dell’agonia, della morte e dei funerali del papa, messa in atto dalla stampa e, segnatamente, dal servizio pubblico televisivo e radiofonico. Spettacolarizzazione cui, a livello locale, ha contribuito, aggiungendo al grottesco la farsa, il Comune di Gallarate, che è arrivato, per trasmettere i funerali del papa, ad installare nel centro della città maxischermi, verso cui sono stati convogliati gli studenti delle scuole cittadine.
Il caso ha voluto che mi trovassi a passare per Gallarate, mentre volenterosi e rassegnati insegnanti accompagnavano lunghe file di studenti distratti e vocianti a questo appuntamento con i funerali del papa in diretta. L’impressione che ho ricevuto è stata quella – lo dico senza alcuna intenzione spregiativa e con assoluta fedeltà fenomenologica a quanto ho visto – di un bestiame scolastico portato da un gruppo di mandriani ad una specie di macellazione ideologica.
Ben sapendo che i dirigenti scolastici non avrebbero offerto, come giustamente sottolinea Protasoni, alcuna alternativa agli studenti non cattolici, ho pienamente condiviso il giudizio di mia figlia sul carattere feticistico di questa spettacolarizzazione della morte del papa e la conseguente decisione di non essere forzosamente coinvolta in una ritualità vacua, coatta e degradante.
Desidero osservare che la linea seguìta in questo caso dall’‘establishment’ di questo paese non è stata semplicemente piononistica e neoguelfa: essa si è rivelata di gran lunga peggiore, perché è stata clericofascista, idolatrica e oscurantista.
Clericofascista, perché ispirata ad un totale disprezzo non solo verso i diritti, ma verso l’esistenza stessa delle minoranze, atee o religiose che siano; idolatrica, perché ha ridotto e rabbassato la fede in Dio a un rozzo antropomorfismo; oscurantista, perché, glorificando la morte di questo papa, ne ha fatto un campione della rinascita neomedievale.
Desolante è stata, infine, la mancanza di autonomia culturale di cui ha dato prova tanta parte della sinistra, i cui esponenti, a parte alcune isolate eccezioni come la Rossanda, hanno pienamente avallato, in questo caso, la ‘dittatura della maggioranza’.



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