Ognuno ha il diritto di rispettare il proprio credo
23 Luglio 2005
Augh, Penna Bianca!
Ho letto la tua replica a Cerini.
Premetto che disapprovo, e mi fà anche un po’ “tremare”, il tono della lettera (di Cerini) che suona tanto facciamo pulizia (“etnica”). La Storia, ha già tristemente dimostrato che l’intolleranza non é la soluzione a nessun tipo di problema. Per crescere e migliorare, l’umanità dovrebbe trarre insegnamento dai propri/altrui errori compiuti.
Purtroppo, “l’educazione dell’umanità” auspicata nelle parole da te citate di Mazzini, costa <<...fatica e senso del "dovere"...>>; valori che alla nostra classe politica (e non solo) mancano totalmente.
E’ tipico della Lega, esprimersi in modo troppo brusco e provocatorio, con il rischio di infuocare gli animi degli “uomini di buona volontà”. Effettivamente, di questi tempi, l’uso di termini come “fanatico, estremista, islam” é stato troppo inflazionato e strumentalizzato.
Però, scusami, ma devo a mio malgrado ammettere che un fondo di verità nel discorso di Cerini c’é.
Non sbaglia infatti nell’affermare che la nostra società stà andando in malora, questo credo sia sotto gli occhi di tutti noi”.
Io sono nata e cresciuta a Milano in Via Broni, traversa della Via Quaranta, diventata “famosa” in quanto ospita la 2a Moschea di Milano (dove sono stati reclutati I kamikaze dell’11 settembre di NY) che a sua volta taglia la Via Ripamonti teatro di una rapina ad una gioielleria da parte di un giovane albanese di “buona famiglia” (i cui proprietari, per aver sparato ai rapinatori con armi registrate sono “indagati per eccessiva difesa” – il “bravo ragazzo” gli aveva invece solo sfondato i vetri antiproiettile con una spranga – la caserma dei Carabinieri è dietro l’angolo ed erano stati avvisati da dei passanti) e luogo di una delle ultime aggressioni di violenza di gruppo ad opera di alcuni giovani romeni (la ragazza era in macchina con il suo fidanzato che è stato picchiato, immobilizzato e costretto ad assistere).
Se provi da Famagosta a prendere l’autobus 95 direzione Rogoredo, il Venerdì pomeriggio intorno alle 18.00/18.30, ti chiedi se sei ancora in Italia oppure senza accorgerti se arrivato in Tunisia (con tanto di “profumi”). Ma ci sarà qualcuno che oltre a me paga il biglietto?
Dovresti poi vedere la zona che và da V.Marco d’Agrate a P.le Corvetto….un vero e proprio “Souk”, con negozi con insegne in doppia lingua (prima Arabo e poi Italiano) ed le case popolari sono state quasi completamente occupate (più a meno regolarmente) da “loro” perché ovviamente sono famiglie a mono/basso reddito ma soprattutto con “molti” figli (e i ns. italiani ?).
Da bambina, la “Mia Via”, era come un piccolo paese nella città, dove ci si conosceva tutti, si poteva giocare per strada (anche nelle sere d’estate), insomma ci sentivamo sicuri.
Lentamente, con il passare degli anni, le facce sono cambiate, il “gruppetto delle panchine” ha dovuto smettere di frequentarle stufo (parlo per le ragazze) di ricevere apprezzamenti/richieste poco eleganti.
Adesso, sotto casa, hanno aperto un locale “alternativo” (serate gay, lap dance, ed altro…), e spesso mi capita di essere affiancata da macchine che chiedono “informazioni varie” (e sì che non mi sembra di essere così appariscente).
Beh, per farla breve, io “la ex-nottambula”, adesso quando il Martedì sera, (marito fuori a giocare a calcetto) dopo avere fatto addormentare mia figlia a casa della nonna (alle 23.00 max. 24.00) me ne torno da sola a casa in macchina, ammetto di non essere più tranquilla come prima.
C’é anche un’impresa di pulizie gestita da egiziani che ogni mattina, quando alle 8 “scarico” mia figlia da mia mamma, mi fanno la radiografia (a volte ho la senzazione di essermi dimenticata qualcosa). E’ vero che non so parlare egiziano, ma dalle loro espressioni, non credo parlino del tempo.
Certo non è solo colpa degli “extra-comunitari” o delle “minoranze razziali”.
Mercoledì sono andata al concerto degli U2 e Bono (il cantante) ha indossato una fascia con i simboli delle religioni ebraica, islamica e cattolica che formavano la parola “COEXIST” e chiedendo al pubblico di gridarla e di inneggiare alla PACE ed alla fine della POVERTA’ (Africa).
Anch’io l’ho fatto perché sono fermamente convinta che ognuno abbia il diritto a rispettare il proprio credo, le proprie tradizioni, rispettando però anche quelle degli altri (altrimenti non è “Coesistenza”) e nel rispetto delle LEGGI del Paese che ti ospita. Una donna, per andare in Pakistan, deve fare il loro passaporto con una foto con il “burka” (o qualsiasi cosa che lasci scoperti solo gli occhi) e coprirsi appena salita in aereo, in Egitto (ed in tutti i Paesi mussulmani) le donne NON possono entrare nelle Moschee (però qualche anno fa qui a Milano dei mussulmani hanno OCCUPATO, in segno di protesta per la mancata assegnazione delle case popolari, una nostra Chiesa), se una donna di religione cristiana vuole sposarsi con un mussulmano deve convertirsi all’Islam (lo ha fatto una mia amica) anche se vive in Italia. Restando in Occidente, anche prima dell’11 settembre (se non sbaglio) per andare negli Stati Uniti dovevi avere un permesso per Turismo o Lavoro.
Perché in Italia, dovremmo essere noi Italiani a rinunciare alla nostra identità, e ad avere paura di farci rispettare?
Sarebbe auspicabile che arrivasse l’ora che anche per lo Stato Italiano di intervenire per fare rispettare le Leggi della “Nostra Costituzione” a tutti. Italiani e stranieri.
Un po’ più di spirito nazionalista, senso del dovere, e meno “buonismo” non guasterebbe.
Ma d’altra parte SIAMO ITALIANI!



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