Sciopero dei farmacisti del 13 aprile: il disagio silenzioso di una professione
19 Marzo 2026
Lo sciopero dei farmacisti dipendenti previsto per il 13 aprile si svolgerà con limitazioni imposte dalla Commissione di Garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali, che ha stabilito l’obbligo di garantire almeno un terzo dei farmacisti in servizio e il 50% delle prestazioni normalmente erogate. Una decisione legata alla mancanza di un regolamento condiviso che disciplini lo sciopero nel settore farmaceutico.
Ma al di là degli aspetti tecnici e normativi, questa giornata di mobilitazione racconta qualcosa di più profondo: il disagio, spesso silenzioso, di tanti farmacisti dipendenti. Ogni giorno dietro il banco di una farmacia passano storie, paure, fragilità. Il farmacista ascolta, consiglia, rassicura. È spesso il primo volto sanitario che un cittadino incontra quando ha un problema di salute. Negli ultimi anni le responsabilità sono aumentate, i servizi si sono moltiplicati, il ruolo sanitario della farmacia è cresciuto.
Eppure, per molti farmacisti dipendenti, il riconoscimento di questo impegno non è cresciuto allo stesso modo. Accanto alla responsabilità professionale, ci sono anche condizioni di lavoro spesso difficili: orari lunghi, turnazioni che cambiano di continuo, aperture serali, domenicali e nei giorni festivi. La farmacia non si ferma quasi mai, perché la salute delle persone non conosce calendario. Ma questo significa, per molti farmacisti, rinunciare a tempo con la famiglia, alle festività, a momenti che per altri rappresentano normalità.
Ci sono momenti in cui, tra una prescrizione da controllare e una richiesta di aiuto da parte di un paziente, si avverte un senso di fatica che va oltre la routine del lavoro. Non è solo stanchezza: è la sensazione di essere una parte fondamentale del sistema sanitario territoriale, ma allo stesso tempo di restare spesso invisibili.
Non è la prima volta che il mondo della farmacia ricorre allo sciopero per far sentire la propria voce. In passato, ad esempio, fu proclamata una giornata di sciopero per il 1° febbraio 2012, iniziativa alla quale aderì anche Federfarma Varese con una delibera del Consiglio del 23 gennaio dello stesso anno. In quella occasione venne stabilito che il servizio farmaceutico sarebbe stato garantito esclusivamente dalle farmacie di turno obbligatorio, senza che intervenissero diffide o limitazioni da parte della Commissione di garanzia.
Lo sciopero del 13 aprile nasce anche da questo sentimento: dal bisogno di dignità, di ascolto, di attenzione verso una professione che vive ogni giorno a contatto con le fragilità delle persone. Non è facile per un farmacista fermarsi, neppure per protesta. Chi lavora in farmacia sa che dietro ogni ricetta può esserci una terapia indispensabile, dietro ogni richiesta un bisogno reale. Per questo lo sciopero assume quasi il tono di un gesto sofferto, più che di una semplice rivendicazione.
La speranza è che questo momento non venga letto solo come una protesta, ma come un segnale umano e professionale, che chiede rispetto per una categoria che continua, nonostante tutto, a prendersi cura degli altri ogni giorno.
Dott. Nicola Viciconte
Farmacista dipendente



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