Palaghiaccio, «siamo ancora al tempo delle promesse?»
23 Febbraio 2005
Egregio direttore,
mi spiace che l’amico Marco Caccianiga abbia risposto un po’ sopra le righe a una mia semplice richiesta di chiarimenti relativa alla situazione del Palaghiaccio che, visti gli avvenimenti degli ultimi giorni, mi sembrava più che doverosa.
E’ triste constatare che, dopo otto anni di amministrazione Fumagalli ( Lega, Forza Italia, AN, UDC ) siamo ancora nella fase delle promesse.
Tutti conveniamo che la struttura del Palaghiaccio necessita di urgenti manutenzioni. Esiste un preventivo di circa 4,2 milioni di euro. I Mastini, come risulta dai verbali della Commissione sport, si erano impegnati a metterne 2,5 per il rifacimento del tetto in legno lamellare. I lavori dovevano partire l’estate scorsa. A tale scopo la struttura è stata chiusa, arrecando notevole disagio a migliaia di utenti. Salvo poi scoprire che per fare partire i lavori non bastava una semplice concessione ma occorreva una vera e propria convenzione. I lavori furono rimandati in attesa che il Consiglio comunale approvasse le linee guida per la stipulazione delle convenzioni di affidamento in gestione di tutti gli impianti sportivi cittadini, cosa che è puntualmente avvenuta a novembre. A giugno di quest’anno, pertanto, dopo la stagione agonistica, dovrebbe essere finalmente possibile stipulare la convenzione per l’affidamento in gestione del Palaghiaccio. Partirebbero, quindi, come è stato sempre promesso, i lavori di manutenzione. Il fatto che Regione e Comune investiranno 280.000 euro per sostituire l’impianto di riscaldamento e il sistema di filtrazione dell’acqua è indubbiamente una buona notizia. Ma, purtroppo, per compiere tutte le altre manutenzioni necessarie, se la matematica non è un’opinione, mancano ancora 3.920.000 euro. Chi li metterà? E’ qui che Caccianiga fa una grande confusione: i Mastini non avevano affatto promesso “un aiuto consistente per completare la cittadella dello sport” bensì di stanziare 2,5 milioni di euro per il rifacimento del tetto in legno lamellare. Una cifra precisa per uno scopo ben definito. Ci sembra che, ora, l’Assessore stia tentando di “ciurlare nel manico” e questo non è corretto. Sulla cittadella dello sport, in tempi non sospetti, noi DS non abbiamo esitato ad esprimere pubblicamente il nostro interesse, apprezzando l’operato di Caccianiga. Ciò dimostra che non siamo prevenuti nei suoi confronti. Anzi, chiedendogli di rispettare la parola data, pensiamo proprio di adempiere fino in fondo al nostro ruolo di opposizione responsabile nell’esclusivo interesse di Varese, degli utenti del Palaghiaccio che rischiano di essere penalizzati, e degli sportivi varesini che, nel 2006, sperano ancora di potere assistere, in una struttura rinnovata, alle partite di un girone del torneo olimpico di hockey. Il tempo stringe. E’ troppo augurarsi che l’Assessore produca dei fatti concreti?



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