Parto per un viaggio e i rifiuti dove li metto?
16 Agosto 2013
Caro direttore,
ho una casa di vacanza a Orino, in Valcuvia, e mi sono sempre trovato in difficoltà con lo smaltimento dei rifiuti perché il servizio, da molti anni, per chi non risiede in permanenza è più che pessimo: è inesistente.
Sebbene pagato attraverso una tassa rifiuti di entità uguale a quella di chi risiede, in Valcuvia non c’è alcun servizio di nettezza urbana per chi vi trascorre il weekend o una vacanza perché i calendari di raccolta della spazzatura condotti dall’Econord Tramonto (e in precedenza da altre società) hanno tempi dilatati – quindicinali, per alcune tipologie di materiali – e non
vi sono luoghi appropriati dove portare la spazzatura nei giorni festivi o nelle ore notturne, cioè i giorni e gli orari di chi è in vacanza.
Eppure villeggianti e turisti sono da sempre una delle principali fonti di benessere per la valle, e meriterebbero un trattamento da Paese civile. Per dare loro quel servizio che viene pagato, basterebbe mettere qualche contenitore di materiali selezionati in alcuni luoghi appropriati, come per esempio nei principali comuni oppure all’esterno dei centri di raccolta. In
questo modo i villeggianti e i turisti (ma anche i residenti) avrebbero un luogo dove poter disporre correttamente gli scarti negli orari di chiusura degli ecocentri.
Ma c’è di peggio.
Non solamente il servizio è inesistente, ma addirittura viene rifiutato, in barba ai regolamenti.
Racconto che cosa è accaduto oggi (14 agosto ndr).
In partenza dalla Valcuvia questo pomeriggio per un viaggio, avrei dovuto lasciare in strada i sacchi della spazzatura, in attesa della raccolta. Il rifiuto umido nei sacchetti biodegradabili, la plastica nel sacco giallo (servizio di raccolta fra una decina di giorni), il rifiuto secco nel sacco viola (servizio di raccolta lunedì prossimo). In altre parole, l’immondizia sarebbe restata abbandonata sulla strada a lungo. Giorni e giorni. Con problemi di decoro, e con il rischio che qualche animale affamato potesse rompere gli involucri facendo della via un immondezzaio. Quindi sono andato con i sacchi di spazzatura selezionata all’ecocentro di Cavona.
Ebbene, gli addetti dell’impianto mi hanno respinto: essi non accolgono la frazione umida né il rifiuto secco. E hanno respinto perfino gli imballaggi di plastica, che invece l’impianto di Cavona è tenuto a ricevere, secondo il regolamento emanato da Paolo Del Pasqua della Valcuvia Servizi e in vigore dal 1° gennaio 2012.
Ho chiesto agli addetti: se voi non accettate questi materiali selezionati, dove li porto?
La risposta di un addetto mi ha lasciato costernato: “Li lasci per strada”.
Sì, direttore. “Li lasci per strada”.
Ho preferito non disturbare i carabinieri, come invece avrei dovuto fare, ma oggi ho capito perché i bordi delle belle strade della Valcuvia sono insozzate da un tappeto di immondizia. E l’inciviltà non è dei cittadini.



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