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Perché esasperare l’odio tra ciclisti e automobilisti?

Pista ciclabile Varese
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18 settembre 2018

Gentile direttore,
in questi giorni in cui parlare della pista ciclabile è di moda a me viene sempre più ansia quando prendo la bicicletta. 
Quel che sta venendo fuori dalle discussioni è preoccupante. Parlo da ciclista ma anche da automobilista. C’è chi soffia sul fuoco della discordia per interesse politico ma, al di là della questione, quel che si sta facendo è alimentare un odio tra automobilisti e ciclisti che diventa pericoloso. Ha notato quanti commenti livorosi verso i ciclisti?
Prima che i soliti saltino sulla sedia pronti a vomitare odio, dico subito che so bene che la bicicletta non sia il lasciapassare per fare qualsiasi cosa. Così come che il Codice della Strada sia da rispettare da parte di tutti. E forse ci sarebbe bisogno di qualche multa in più, anche ai ciclisti, ma certamente pure a chi gioca col cellulare mentre guida, a chi corre troppo, a chi fa sorpassi criminali (ha presente la Valganna nel week end? In bici non ci passo più in quei giorni e d’altra parte gli articoli che spesso pubblicate dicono di statistiche preoccupanti).
Sono preoccupato perché quando prendo la bicicletta temo di incontrare qualcuno dei commentatori accaniti che promette di far passare brutti momenti ai ciclisti che non vanno sulla ciclabile. Sono preoccupato perché sono un ciclista attento, rispetto i semafori e i segnali e le precedenze, come quando guido l’auto, ma qualche volta potrei sbagliare anche io. E dall’altra parte spero di trovare un automobilista cui chiedere scusa prima che mi investa o mi sfiori appositamente per punirmi.
Anzi sa una cosa? È già successo e non avevo nemmeno torto. Perché il signore che mi ha stretto appositamente su viale Aguggiari, nell’ultimo tratto in discesa, trovandoci sulla corsia preferenziale, mi voleva insegnare che lì doveva esserci solo lui, in quando munito di permesso per disabili, ma ignorando che a Varese tutte le corsie preferenziali (o quasi tutte, ma quella sicuramente sì) sono percorribili anche dalle biciclette. Con tanto di cartello esplicativo all’inizio.
Ma anche avessi sbagliato, meritavo di essere trattato a quel modo e con quel rischio?
Ecco, al di là del commentatore dei social, che spesso agisce per sfogo e ignoranza, o per semplice stupidità, vorrei riprendere chi si sente legittimato a dire la sua da un pulpito più importante, per notorietà o carica politica (!) sollecitandolo a una maggiore attenzione proprio per la visibilità che ha. Far leva sull’odio per dare ragione alla propria parte politica è pericoloso e rischia di essere disonesto, visto che quella ciclabile è stata voluta e approvata dalla giunta precedente, di fazione opposta. 
In questi giorni ho letto davvero di tutto, compreso il voler addossare colpe a tutti i costi a chi questo progetto non l’ha bloccato dopo che era stato approvato, come se la mobilità cittadina fosse cambiata negli ultimi anni. Se è cambiata è perché sono aumentate le auto e allora serve ancora di più trovare alternative. Oltretutto si tratta di un progetto che sfrutta fondi europei. E in questi casi non è che i soldi si usino dove si vuole. Sono solo per quel progetto, se no vanno restituiti.
Che poi, quando mi è capitato di uscire in bici con le mie figlie, ho trovato automobilisti gentili che, in qualche caso, ci hanno dato la precedenza anche dove non l’avevamo, perché vedevano due bambine. I varesini sono meglio di come si descrivono sui social per fortuna. 
Attenti, piuttosto, a non fare il gioco di chi semina malcontento per il proprio interesse personale. E ricordiamo sempre che in bici ci sono persone, non nemici da punire.

Grazie dell’attenzione
Guido P. Rubino

Commenti

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  1. Scritto da alberto_pedroli

    è un rischio concreto quando le scelte sono contro il realismo (ovvero ideologiche come qualcuno ha commentato). Favorire l’uso della bici significa non ignorarla ma nemmeno esaltarla come se fosse la risoluzione a tutti problemi della mobilità. La bici è un mezzo di trasporto sui generis ma sottoposta alle regole del codice della strada. Una “pista ciclabile” nel cuore della città (che tra l’altro non può avere ovunque le caratteristiche di percorso protetto) finisce con l’essere controproducente e pericolosa. Vedi ad esempio l’attraversamento delle rotatorie dove il ciclista è costretto a tagliare la strada alle auto: cosa estremamente pericolosa data anche la differente visibilità e velocità dei mezzi, indipendentemente da chi abbia (o debba dare) la precedenza.
    Personalmente credo che farò quello che ho sempre fatto in linea con il codice della strada: se alla rotonda devo andare a sinistra mi metto sul margine sinistro della mia corsia, mi accodo o mi metto alla sinistra delle auto e appena possibile mi risposto a destra, il tutto sempre segnalando con la manina come prescrive il codice della strada.