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Il problema acqua a Golasecca

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acqua generica
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19 Agosto 2020

Golasecca. Il solo nome evoca la mancanza d’acqua, ce ne accorgiamo subito di quanto questo abbia provocato disagio anche in periodi recenti quando a sorpresa siamo rimasti con i rubinetti a secco. Nel 2017 la rete acquedottistica è stata scollegata dal bacino di Monte Tabor ed ha così garantito una migliore pressione a tutti i rubinetti del paese anche a quelli notoriamente senza acqua nel periodo estivo, Sgomberato subito il campo dal dubbio che questi episodi di carenza idrica fossero legati al prosciugamento della falda e precisando che per fortuna le cause di questi blackout sono sempre state provocate da fulmini o da sbalzi di tensione sulla linea di alimentazione elettrica dei pozzi che mandano fuori uso pompe e relativi software situati a pochi metri dalla spiaggia di Melissa, resta il problema che in pochi minuti la nostra rete acquedottistica rimane a secco. Il tempo necessario affinché gli allarmi automatici arrivino al gestore e che il tecnico di ALFA reperibile venga avvisato ed arrivi sul posto magari anche da qualche decina di km di distanza per riattivare il guasto ed è già troppo tardi! Il comune con il nostro Sindaco ha da tempo manifestato al gestore le giuste lamentele e preoccupazioni per questa situazione e così ALFA con grande spirito di collaborazione.

Grazie al Presidente Mazzucchelli Paolo e dei suoi tecnici (in particolare l’ing. Fabio Bandera e il responsabile degli impianti sig. Stefanazzi), si è impegnata a trovare una soluzione, sin dai primi giorni del mese di luglio u.s., si è deciso di rimettere in uso il vecchio bacino di via Monte Tabor allo scopo di utilizzarlo come scorta in caso di altri (speriamo rari) blackout alle pompe, garantendo scorta di acqua che con un sistema automatico, per qualche ora non lasci i nostri rubinetti a secco senza inficiare i benefeci prodotti dai lavori fatti in precedenza, per i quali era stato dismesso applicando una soluzione idonea. Senza scendere in dettagli troppo tecnici possiamo dire che ALFA ha così previsto a breve il rifacimento del cuore del serbatoio di Monte Tabor ristrutturandolo nei suoi impianti per una spesa prevista di 15.000 euro come pure è in attesa di autorizzazione paesaggistica da parte del Parco del Ticino per il progetto di ammodernamento della stazione di pompaggio sull’Alzaia con una spesa prevista di oltre 20.000 euro. ALFA ci ha inoltre informato di avere speso per la dearsenificazione dal 2017 circa ad oggi 100.000 euro in manutenzioni e ammodernamenti, interventi che hanno limitato di molto il fenomeno “dell’acqua rossa”. L’Assessore ai LL.PP. Che ha lavorato come dipendente comunale su questi impianti dagli anni 90 fino al 2006, quando l’acqua veniva ancora chiamata “l’acqua del sindaco” vivendo con dispiacere l’affidamento nel 2006 ad AMSC perché fu come togliere al paese una risorsa, forse la più importante, dalle nostre mani per darla a degli sconosciuti e con quella operazione il comune ha dovuto pagare, in circa dieci anni oltre 1.800.000 euro ad AMSC (di cui euro 526,000 versati da questa amministrazione) per spese di acquedotto e depurazione alle quali vanno aggiunte le bollette da noi pagate senza che quella gestione abbia prodotto risultati o migliorie, né agli impianti né alle reti. Oggi ci sentiamo di dire che pur con i suoi limiti e con il problema dell’acqua rossa non completamente risolto, ALFA (società pubblica al 100%) è tornata ad investire sulla nostra rete interfacciandosi con l’amministrazione comunale e con le esigenze del paese e pur se un po’ più distante rispetto a una gestione comunale, ad oggi garantisce che la nostra acqua non sia un business finanziario ma resti un bene comune.

Claudio Ventimiglia

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