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Proteste studenti Isis Netwon

Protesta all'Isis Newton (inserita in galleria)
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11 Febbraio 2016

Leggo su un quotidiano on line le dichiarazioni del dottor Vincenzi, presidente della Provincia di Varese, in merito alle proteste dei ragazzi del Newton e più che sorpreso sono amareggiato, da dipendente ISIS, per come è stata gestita la questione in questi anni.
Do atto anche che la Provincia di Varese in questi ultimi anni ha assunto impegni importanti ed onerosi per mettere a norma l’istituto, eliminando le coperture in amianto e cambiando quasi tutti i serramenti.
Da quando si sono avuti i primi sentori di quanto stava accadendo infatti, sia il personale della scuola che gli studenti sono sempre stati informati solo il minimo possibile e spesso con informazioni vaghe e perfino fuorvianti in certi casi. Ora di chi siano le responsabilità principali e se questo basso profilo sia stata una decisione concordata tra le istituzioni, conta poco. Ci troviamo di fronte a un dato di fatto e a una decisione presa scientemente di penalizzare un Istituto a favore di un altro. Tante cose appaiono più chiare, come ad esempio il voler azzerare alcuni corsi e rifiutare la formazione di alcune classi, anche se con l’aiuto delle regole sul numero minimo degli iscritti. Bisognava diminuire l’utenza per farci stare tutti. Mi fa rabbia che certe decisioni vengano prese solo per mere ragioni burocratiche e politiche e nonostante ci si riempia la bocca di belle parole sulla buona scuola, sulla centralità dei ragazzi e la qualità dell’insegnamento, allo stato dei fatti tutto ciò rimanga sempre in fondo alle motivazioni delle scelte.
Manca una conoscenza della realtà scolastica e progetti belli sulla carta, poi non trovano riscontro nella realtà. Un laboratorio di Fisica e di Chimica, secondo me, non può essere ricollocato in uno spazio nato per ospitare delle officine. L’ambiente non è adatto, il tipo di didattica subirà per forza di cose un peggioramento qualitativo non da poco e anche le condizioni ambientali per quel tipo di lezioni non sono sicuramente ottimali, soprattutto in inverno.
Ora capisco che lo stato avanzato delle cose crei dei problemi e sia impossibile raggiungere una soluzione ottimale, ma spero che ci sia la volontà di rivedere alcune scelte ed arrivare ad un buon compromesso, che tra l’altro era già stato ventilato, ma probabilmente per movimenti di persone, sia da una parte che dall’altra ignorato.
Per una volta, facciamo che la scuola non sia solo argomento da campagne elettorali, ma sia veramente al centro dell’attenzione.

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