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Referendum, 1 km al giorno a piedi per i votanti “SI”

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19 aprile 2016

Se tutti i votanti che hanno scelto il SI al referendum sulle trivelle, contro la politica energetica attuale, percorressero almemo 1 km in meno in auto al giorno per almeno 300 giorni all’anno, si avrebbe un drastico calo della domanda di petrolio e di conseguenza inciderebbe anche sulla offerta di mercato dello stesso.

A cominciare da Brunetta con i suoi 14.000 euro bimestrali di bolletta di energia elettrica per illuminare casa e giardino (e purtroppo non la mente ecologicamente parlando). E comunque estrarre petrolio vicino a noi e’ sempre meno inquinante che estrarlo a 10.000 km di distanza e poi portarlo con le petroliere in Italia. Purtroppo pero’ questo referendum è stato (in maniera maldestra e malvagia) politicizzato in un pro o contro Renzi. E questo è quanto di peggio possa farsi per l’Italia e per i suoi ben piu’ importanti problemi.

Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Facciamo quattro calcoli:
    – 900 metri a piedi da casa alla stazione
    – treno fino a Milano.
    – metro Lilla
    alla sera stessa cosa a ritroso.

    Ad andare in macchina a Milano ci ho provato per un po’ ma dopo sono insorti troppi problemi:
    – la mia auto beve troppo per poter essere utilizzata ogni giorno per pendolarismo e a volte serve a mia moglie quindi si creavano situazioni scomode.
    – ho subito 2 tamponamenti da parte di idioti con cellulare.
    – il parcheggio a Milano sta diventando drammatico

    nel frattempo sperando che questo sacrificio porti vantaggi in termini di vivibilità a me, alla mia famiglia e ai miei concittadini sopporto ormai sempre meno la protervia di TreNord che promette carrozze nuove dopo Expo. Carrozze che vengono smentite dal fatto che domani mattina starò in piedi ancora una volta.
    Stare in piedi conta come andare a piedi? Se sì aggiungete al mio personale record giornaliero altri 45 minuti.

    Per il referendum non mi esprimo. Come già detto il senso civico degli italiani altamente sviluppato ha preferito rintanarsi nei neo-nati centri commerciali come delle belle e brave pecorelle addomesticate. Del resto fare qualcos’altro oltre che tappare su Facebook e postare selfie necessita della presenza di un cervello raziocinante.