Resistenza e 25 aprile, la strage di Borgo Ticino
23 Aprile 2010
Caro Direttore.
Come ogni anno (specialmente negli anni recenti) la data del 25 aprile offre spunto di polemiche "politiche"
Forse ad evitarle e ad evitare sproloqui vari di politici, amministratori … e lettori, potrebbe essere sufficiente la semplice memoria storica documentale e la necessaria (ma purtroppo in via di soccombere) memoria popolare. Anche per fatti a noi vicini e riscontrabili nell’ incontro con i nostri anziani e nell’ascolto.
Ad esempio la strage di Borgo Ticino dell’agosto 1944. (impariamo la storia e tramandiamola, serve di sicuro)
(da Wikipedia)
La Strage di Borgo Ticino è un episodio della seconda guerra mondiale , ed in particolare della Resistenza italiana , verificatosi presso Borgo Ticino : vennero fucilati 12 civili scelti a caso tra la popolazione come rappresaglia per l’attacco a un convoglio tedesco avvenuto poco fuori dal paese.
Come rappresaglia del ferimento di quattro soldati tedeschi viene chiesto un risarcimento 300.000 lire per non fucilare 13 giovani del luogo e dare fuoco al paese. Pagato il risarcimento i giovani verranno fucilati ugualmente dai tedeschi (il capitano tedesco durante un’udienza sulla strage dirà che ""i quattrini non bastano pel sangue-tedesco"), ma uno riuscirà a salvarsi. Successivamente verranno fatti sgombrare con la forza i residenti e razziato e bruciato il paese. Fino al giorno dopo fu impedito ai residenti di rientrare nel paese e di recuperare le salme per dargli sepoltura.
Autori della strage truppe nazifasciste guidate da Krumar e la Xª Flottiglia MAS . In seguito il paese fu incendiato e saccheggiato.
Come anche ben riportato sul rapporto dell’Arma dei carabinieri sull’episodio.
http://www.resistenzanovarese.it/schede/scheda_borgoticino.pdf
e sul sito del Comune di Borgo Ticino.
http://www.comuneborgoticino.it/html/13_agosto_1944.htm
13 agosto 1944 – Strage di Borgo Ticino
Rapporto del Nucleo dei Carabinieri di Borgo Ticino al Pretore di Borgomanero in data 12 febbraio 1947 (volume V, foglio 33) in atti nel processo contro Junio Valerio Borghese e altri, Corte di Assise di Roma, 21-22 gennaio 1949:
" Il 13 agosto, verso le ore 14 giunsero in Borgo Ticino reparti delle SS, tedesche e della X Mas,
tutti provenienti da Sesto Calende, fu bloccato il paese. Armati di mortai, mitragliatrici, armi automatiche portatili di ogni genere e di autoblinde, portarono, con la minaccia delle armi e mediante sparatorie intimidatrici, tutti gli abitanti sulla piazza denominata " Dei Martiri ". Ammalati, invalidi, bambini, donne, vecchi, tutti furono costretti a raggiungere la piazza.
Ultimato il feroce rastrellamento, la popolazione tenuta a bada (ecco la partecipazione) dalle armi
dei nazisti e della X, venne arringata da un interprete che comunicò agli astanti l’ordine del comandante tedesco, Capitano Krumhar, di effettuare una rappresaglia perchè nella zona erano stati feriti tre nazisti. Bisognava dare alle fiamme il paese onde impedire il ricovero e l’assistenza ai partigiani. Venne ingiunta una taglia di 300.000 lire a titolo di risarcimento; vennero scelti tra la folla 13 giovani, che furono schierati al muro. Si incassò la taglia, ma venne ugualmente schierato il plotone di esecuzione (Krumhar dirà all’udienza: "i quattrini non bastano pel sangue-tedesco ").
Dopo un’attesa che tenne tutta la popolazione in stato di disperata angoscia, le 13 vittime caddero tutte sotto il piombo delle armi naziste; solo uno visse miracolosamente all’eccidio, il giovane Piola Mario. l morti furono:
1) Cerutti Cesare, di 18 anni;
2) Ciceri Luigi, di 23 anni;
3) Fanchini Giovanni, di 26 anni;
4) Lucchetta Aiberto, di 22 anni;
5) Meringi Giuseppe, di 19 anni;
6) Pizzamiglio Benito, di 22 anni;
7) Silvestri Andes, di 29 anni;
8) Tosi Francesco, di 30 anni;
9) Parracchini Olimpio, di 28 anni;
10) Nicola Narcisio, di 23 anni;
11) Gattoni Rinaldo, di 22 anni;
12) Tonioli Cesare, di 28 anni.
Dopo l’eccidio la popolazione venne buttata fuori dell’abitato, percossa e braccata; i nazisti e quelli della X Mas (questi ultimi al comando del capitano Ungarelli) si dettero a rapinare, incendiare e
distruggere ogni cosa. Nella serata, i familiari dei caduti tentarono di ricuperare le salme e poter
dare loro onorata sepoltura, ma non fu possibile; l’ordine era di lasciarli sul posto fino all’indomani. Prima di iniziare le devastazioni e gli incendi la soldataglia della X Mas in combutta coi tedeschi, commise rapine di maiali, animali da cortile, biancheria, biciclette, radio, riserve alimentari di ogni genere, liquori, oggetti preziosi, valori correnti, il tutto per una quantità ingentissima.
I danni materiali ascendono grosso modo a parecchie diecine di milioni. I tedeschi appartenenti alle
S.S. erano al comando del Capitano Krumhar e gli italiani, della X Mas, erano al comando del tenente Ungarelli. Essi furono gli esecutori e gli organizzatori della strage ".
L’amministrazione comunale di Borgo Ticino, sull’esempio di quanto hanno già fatto altre comunità vittime di eccidi nazi-fascisti durante l’ultima guerra mondiale, ha deciso di avviare una riapertura dell’iter processuale affinché vengano riconosciute le responsabilità ed i colpevoli dei fatti del 13 agosto 1944. Si tratta di un atto doveroso di giustizia verso le vittime, i loro familiari, tutti i cittadini colpiti dall’incendio, dal saccheggio, dalla violenza immotivata ed improvvisa. La ricerca della verità è un dovere morale ed un atto di fiducia nella democrazia e nel futuro.



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