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Ritardi, silenzi, costi e indifferenza: la mia esperienza al PS di Gallarate

Pronto soccorso Gallarate
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27 Ottobre 2022

Buongiorno,

vorrei raccontare, come mia esperienza, il problema dei posti letto e dei costi della sanità. Mio marito viene portato con l’ambulanza la notte fra il 13 e 14 ottobre u.s al pronto soccorso dell’ospedale di Gallarate per problemi di pressione alta e vomito. Vengono eseguiti subito vari accertamenti e fra questi una tac all’encefalo che evidenzia un’idrocefalia.

Viene richiesta, a detta del personale del p.s., una risonanza magnetica da un neurochirurgo dell’ospedale di Legnano, che collabora con l’ospedale di Gallarate. Ci viene detto che la risonanza verrà eseguita nella giornata di venerdì 14 e che mio marito sarebbe stato trasferito nel reparto di neurologia appena si fosse liberato un posto. Poi il silenzio.

Venerdì sera, dopo essere stato seduto tutto il giorno su una sedia all’interno del p.s., viene notato e fatto ” accomodare” su un letto, senza cibo poiché al p. s. i pasti non arrivano. Li’ sta fino a sabato, poi viene spostato in astanteria  e qui stendo un velo pietoso per altre mancanze meno importanti.

Della risonanza non si sa più nulla poiché nessuno, se non interpellato, parla con il paziente od un familiare. Su richiesta di mio marito, lunedì 17 u. s, gli viene comunicato che in giornata verrà cercato nuovamente un posto letto nel reparto di neurologia, ma della risonanza neppure un accenno. Peccato che ci abbiano spiegato che la domanda per eseguire una risonanza non può essere fatta dal p.s. poiché non rientra negli accertamenti di prima emergenza ma solo nel momento in cui vieni registrato in reparto e che quindi dovrà attendere il tanto sospirato posto letto e qui mi domando… se non si dovessero liberare dei letti in breve tempo, mio marito non potrà eseguire l’esame per lui molto importante, che deciderà su come intervenire per evitare danni seri in futuro, che per fortuna non ha riportato questa volta?

Nel pomeriggio di lunedì 17 u. s. mio marito viene trasferito in reparto, dopo essermi rivolta ad un ufficio reclami, ma della risonanza ancora nulla. Prima non era in funzione, poi in collaudo, poi problemi con la programmazione e a tutt’oggi, 27 ottobre 2022, mio marito non ha ancora una data per questo esame.

Ricordo che mio marito non ha un semplice taglio al dito, ha del liquor che preme sul cervello ed anche se la situazione per ora non è grave ritengo debba fare al più presto questo accertamento. Mio marito occupa un posto letto da 10 giorni in reparto (senza considerare quelli passati al p. s.) , gli viene monitorata la pressione 3 volte al giorno e somministrata 1/2pastiglia  e basta.

Quanto costa tutto ciò alla sanità? Quante persone saranno “parcheggiate” al p. s in attesa di  un posto letto occupato da pazienti che con un esame avrebbero potuto liberarlo? Perché, visto tutti questi ritardi, gli esami e nello specifico la risonanza, non vengono fatti all’interno dell’ospedale anche al sabato ed alla domenica? É una vergogna e non si parla solo di burocrazia ma dell’indifferenza e leggerezza in tutto ciò.

Spero che qualcuno intervenga al più presto per risolvere la situazione generale che si è creata nella sanità e che da tempo sussiste, anche a difesa di quei medici e personale che vogliono svolgere il loro lavoro con umanità e serenità. Ricordo inoltre che esiste l’ufficio reclami a tutela dei malati.

Lettera Firmata

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