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Sinner un eccezionale solista ma stiamo attenti a farne un eroe quasi divino

jannik sinner tennis parigi 2024
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18 Luglio 2025

Un eccezionale solista che sta letteralmente spostando il baricentro mondiale dell’agonismo tennistico, del gotha internazionale. Quattro slam conquistati, l’Italia sul tetto del mondo con le due ultime vittorie della Coppa Davis. Un rilancio all’insegna di una generazione di campioni (vedi Cobolli, Musetti e altri) capitanata da un atleta “marziano” e supersonico come l’ha definito l’ex campione svedese anni 80 Mats Wilander.

Per noi della generazione X o nelle vicinanze cresciuti con una racchetta di legno ringalluzziti dalle vittorie importanti post Pietrangeli, di Panatta e Barazzutti anni Settanta, rappresenta un ritorno potenziato ai fasti di un tempo. E che ricordi spettacolari! Oltremodo in quegli anni si registrò una ricaduta importante in termini di diffusione popolare di uno sport precedentemente ad appannaggio di una élite esclusiva.

Sinner è sicuramente l’immagine pulita dello sport, un riferimento grintoso per molti giovani. Tuttavia, forse, non è in corso, ormai da qualche anno, un’eccessiva pontificazione dell’atleta, che dopo Wimbledon ha assunto proporzioni “bibliche”? Per carità, nessuno vuole sminuire la serietà, la determinazione e la tenacia esemplari per milioni di ragazzi, ma, tuttavia farne addirittura un eroe “quasi divino” a cui costantemente guardare, mi pare eccessivo. Ripeto: meraviglioso atleta che tutti abbiamo tifato con ogni residuo di energia e di forza; ciononostante, però, non esageriamo con i riconoscimenti eccessivi e i cori adulatori.

D’altra parte una vittoria lautamente ricompensata per colui che è diventato anche il protagonista indiscusso degli spot pubblicitari, con un premio finale di oltre 3 milioni e mezzo di euro per due settimane di “estenuante lavoro”, insomma non proprio “bruscolini”. E sia ben chiaro che non si tratta di invidia sociale come qualcuno con la solita superficiale facilità additerebbe!

Uno genialità sportiva incommensurabile, supportata da sacrifici immensi indubbiamente, ma non così distanti da quelli di giovani che si prodigano quotidianamente per svolgere attività di volontariato (poco esaltati e sottolineati dalla comunità) o che si approcciano, adattandosi per sbarcare il lunario, spesso sottodimensionati, al mondo del lavoro con retribuzioni inadeguate o che si impegnano giorno e notte per affrontare e superare un concorso pubblico o costretti a stare per anni in una lista d’attesa per poi ottenere un’ordinaria assunzione definitiva. Non sono forse anch’essi degli eroi del quotidiano molto più vicini alla realtà? Non meritano forse uguale attenzione?

Ribadisco l’eccezionalità del campione Sinner, però, forse, impariamo, a mio modesto avviso, a ridimensionare il valore di riferimento “comunitario” delle sue imprese.

Claudio Riccadonna Ala

Commenti

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  1. Avatar
    Scritto da Felice

    La divinizzazione di qualsiavoglia sportivo è il mantra giornalistico intrapreso oramai da qualche anno. Sinceramente non me ne frega nulla di qualsiasi sportivo…non sono loro che mi portano a casa la pagnotta, anzi, il più dello volte li ritengo gente privilegiata nella vita.

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