Treni, “piangono” anche i viaggiatori delle Nord
18 Gennaio 2005
Egregio direttore,
Leggo in continuazione dei continui disservizi del trasporto regionale per quanto riguarda la gestione Trenitalia. Mi sembra però opportuno che non si dimentichi che, se il viaggiatore Trenitalia piange, quello FNMT pure, e di ciò non vedo più particolare rilievo sulla stampa, forse per l’esigenza di propagandare il mezzo pubblico in occasione dei blocchi del traffico e del confronto politico elettorale in corso.
Nel frattempo, FNMT, a chi aveva spedito mails di protesta in occasione dei disservizi causati dal passante e dal nuovo orario, ha inviato una risposta contenente un semplice allegato in cui, sostanzialmente si ribadiscono i già propagandati miglioramenti del servizio presente e futuro (riferito per lo più al solo passante e comunque a opere già in corso da tempo, tipo il quadruplicamento Bovisa-Cadorna); inoltre , al solito, si minimizzano le lamentele dei passeggeri (“Clienti” con la maiuscola, nel solito stile di propaganda aziendalista) sostenendo che i disagi, definiti occasionali, proverrebbero dalla loro incapacità di modificare le proprie abitudini e di “adattarsi al cambiamento”, altro esempio di applicazione convinta della fraseologia alla moda del padronato adoratore della flessibilità (possibilmente altrui)
Oltre a ringraziare FNMT di avermi fatto sentire l’afrore del padrone anche nelle questioni private, devo sottolineare che di regola non si risponde ribadendo pari pari ciò che si era contestato.
Tanto, sembra la strategia FNMT di comunicazione, c’è Trenitalia come confronto….
Mi pare invece che la risposta autentica e concreta di FNMT ai passeggeri, ops “Clienti”, non è il foglio di propaganda citato ma è quella ben reale dei disagi confermati, consolidati e già anticipatamente pagati dall’ultimo aumento, naturalmente ferragostano, del biglietto di abbonamento.
Nel caso di chi scrive la protesta verteva sul fatto che, rispetto al 12 dicembre, il servizio era invece peggiorato sulla tratta Milano Saronno Novara, ore di punta, (esempio specifico il già problematico treno 1224); e ciò proprio a causa del nuovo orario e dell’incremento di servizio sul passante; questo infatti è avvenuto a scapito del servizio regionale, cioè verso la clientela che quotidianamente affronta (o affronta anche) i tratti più lunghi e disagiati.
1) Con il posticipo di 6 minuti ufficiali delle partenze e il posticipo delle coincidenze, il nuovo orario produce ritardi sia in assoluto, perché si arriva a destinazione dopo, sia perché di fatto lo spostamento amplifica il ritardo durante la corsa rispetto all’orario vecchio. Cosa tra l’altro che mi risulta sia stata prevista già in anticipo dal personale e, come sempre succede, adottata lo stesso da chi decide.
2) Posticipare significa poi ridurre di fatto l’offerta di corse utili nelle ore di punta perché la gente è costretta a concentrarsi sui treni precedenti per arrivare in orario utile. Alla faccia del tanto decantato contratto di servizio.
3) Inoltre le nuove corse sul servizio suburbano (a quantità invariata di materiale disponibile) tolgono il materiale buono, o meno scadente, a quello regionale; FNMT ha riesumato per l’occasione più di uno dei suoi tanti cadaveri e continua a propinare, a chi fa i viaggi più lunghi, la solita notissima, ultrasettantenne, esasperante, lenta, vecchia rottameria ambulante (quella che nel terzo millennio spaccia per prima classe il vellutino rosso, zozzo e liso da millenni) : è chiaro che tale materiale, oltre ad essere tutt’altro che adeguato per contenere il bestiame ops i clienti della nostra epoca, sembra avere meno di altri le caratteristiche di accelerazione e velocità per garantire un servizio come necessario per la problematica tratta in questione.
Qualunque cosa si voglia sostenere, logica vuole che tutto ciò non può essere fatto passare in nessun caso come miglioramento
In poche parole: per fare un esempio tra i tanti, il 1224 prima del 12 dicembre aveva da tempo stranamente ridotto i suoi annosi esasperanti ritardi, dopo il nuovo orario deruba quotidianamente 15 o 20 minuti della nostra vita. Date tutte queste premesse, da pendolare ferroviario ultraventennale vorrei che qualcuno mi spiegasse come usare il mezzo pubblico faccia quindi bene alla salute.
Come sempre e più di sempre, cornuti e razziati
Grazie.



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