Un paziente spaventato e l’amorevole cura ricevuta all’ospedale di Varese
5 Luglio 2019
Caro direttore, sono Gianluca Peiretti 52 anni di Varese
Con la presente vorrei segnalare la mia avventura…:
in data 23 giugno 2019 alle 23,55 circa, mi sono presentato al triage del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese con un forte dolore oppressivo allo sterno con riscontro di elevati valori pressori, alle 00.25 circa ho potuto parlare con infermiere del triage al quale ho spiegato il motivo della mia presenza . Vista la mia storia familiare (in ambito cardiaco) sono stato chiamato subito in Amb 2 dove sono stato sottoposto immediatamente a elettrocardiogramma . Sono stato poi invitato ad accomodarmi nella sala di attesa per aspettare il mio turno per essere visitato da un medico.
Ho aspettato fino alle 04.25 circa ( e già ho pensato: SI COMINCIA BANE!!!)
Finalmente è arrivato il mio turno, sono stato visitato il amb 1, dopo di che lastra toracica e ricovero in OBI (Osservazione Breve)
Ero molto spaventato e dolorante ma supportato dal fatto che tutto il personale del PS, e dico tutto , infermieri, dottori, laureandi, tecnici e… sono stati estremamente professionali ed con una carica umana IMMENSA. Mi sono sentito RISPETTATO e oserei dire COCCOLATO da tutti.
Dopo quasi 2 gg all’OBI, mi hanno trasferito in Cardiologia 2 per sindrome coronarica acuta ( e Le assicuro che ero molto spaventato), qui malgrado il reparto fosse molto più grande, ho ritrovato lo stesso trattamento e calore ricevuto precedentemente dottori, infermieri, laureandi, os, studenti insomma tutti molto professionali e molto umani e le assicuro che questo mi ha colpito moltissimo.
Il giorno dopo sono stato sottoposto a ecografia cardiaca ma la Cardiologa, molto scrupolosa, mi ha prescritto una coronarografia che si è poi rivelata fondamentale
in data 26/06 sono stato sottoposto appunto a intervento di coronarografia, il cui risultato sono state 3 angioplastiche cardiache. Anche qui, giusto per non smentirsi, il trattamento sia “professionale” che interpersonale è stato fantastico…. Mi sono sentita a casa.
Risalito in reparto, gli infermieri, la laureanda , la cardiologa (dottssa Pace) hanno dato il meglio di loro, mai maleducati, mai astiosi mai scorbutici mai con “la puzza sotto al naso anzi ….ho trovato “quasi” degli AMICI. Quando ho ringraziato la cardiologa la sua risposta è stata “ è il mio lavoro”..a cui io ho aggiunto “ma Lei lo ha fatto molto bene”….
In una Italia dove si sente sempre parlare di malasanità IO POSSO TESTIMONIARE IL NETTO CONTRARIO.. posso testimoniare come tutti lavorino con passione e gentilezza malgrado i “problemi” con l’Azienda ospedaliera. Gente che non mangia durante il turno (cosa che se non erro sia previsto dalla legge) reperibilità troppo importanti, giorni di riposo che saltano e tutto per lo stesso motivo: mancanza di personale (problema che credo non affligga solo questo ospedale in Italia)
Ma queste persone, che ai miei occhi sono ANGELI non si sono mai lamentate, mai sgarbate mai arroganti mai arrabbiate (e vi posso assicurare che ci sono pazienti “non facili”) anzi sempre dolci, carine, disponibili, sempre e dico sempre educati e con il sorriso (cosa che quando sei stato più o meno vicino alla morte ….è moooltoo apprezzato) e con una professionalità esemplare
Malgrado l’ operazione, il dolore, la paura, l’angoscia, sono contento di essere stato curato da queste persone,mi ritengo estremamente fortunato per aver incontrato questi ANGELI
Cito giusto qualche nome, con il dispiacere di dimenticarne qualcuno: Tiziana, Denise, Nicla, Roxana, Stefano, Mattia, Marco, dottssa Pace, dott Tamborini insomma tutti gli operatori del triage, degli ambulatori, dell’OBI, della camera operatoria, di cardiologia 2 insomma tutti tutti e mi scuso ancora se ho dimenticato qualcuno più che in Ospedale mi è sembrato di stare in un albergo dove gentilezza e professionalità la facevano da padrona
GRAZIE ANGELI
Gianluca Peiretti



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